Renato Caruso: “Ho scelto il tempo come bene primario”

Renato Caruso: “Ho scelto il tempo come bene primario”

Intervista a Renato Caruso, musicista, scrittore, studioso.
Ecco le sue parole.
Renato un libro e un nuovo album. Tanti bei progetti. Dove trovi l’ispirazione?
È la mia doppia anima, sono cresciuto in una stanza piena di libri e strumenti. Mio padre insegna filosofia e suonava la chitarra per passione, quindi mi sono nutrito di tutto ciò.Di solito, quando scrivo, penso a qualcosa che mi è successo, bella o brutta non importa, ma se ho pensieri per la testa li trasferisco sullo strumento oppure
appunto qualcosa su miei editor digitali.
E, domanda più pratica. Dove trovi il tempo?

Ho scelto il tempo come bene primario, non altro. Ho un aprt time di tre giorni a scuola e quindi posso gestirmi tutte le altre cose: scrivo quando sono in tram, in metro, a casa, di sera, la notte, quando sento necessità. Certo poi disco e libro sono frutto di anni di studio e ricerca ma appunto tutto nel mio cellulare, audio o testi.
Come mai hai scelto di mettere su carta i tuoi pensieri?
Perché mi è sempre piaciuta la divulgazione, sono innamorato degli influencer culturali e quindi ho sempre scritto qualcosa, ho collaborato con delle riviste scientifiche. Poi ho deciso di scriverne un libro perché è molto importante lasciare traccia di ciò che si è. Magari a mille persone non potrà servire, ma anche per una sola può esser vitale.
Preferisci scrivere libri o scrivere musica?
Musica, Musica! Non mi sento un vero e proprio scrittore, più un divulgatore che mette nero su bianco quello che fa nella vita. Ho un canale YouTube seguito e non faccio altro che portare su carta ciò che non si può spiegare tramite uno schermo.
Che differenza c’è?
Teoricamente nessuna, in entrambe serve comunicare, senza quel tipo di mood non si arriva alla gente. In pratica forse la musica è più diretta di un libro, si deve semplicemente ascoltare, la mente non deve fare enormi sforzi per capire il concetto che si nasconde dietro qualcosa. La musica la puoi suonare e può essere piacevole o no. Poi tutto dipende dal pubblico che hai davanti, dal tipo di preparazione, studio e tanti altri fattori ma di solito la musica è più istantanea. Immagina solo una chitarra, una spiaggia e un falò… ho detto tutto. Che poi io sono cresciuto proprio così, con lo studio.
Progetti natalizi?
Al momento ho bisogno di riposo perché, finalmente dopo la pandemia, sto facendo molte cose! Vorrei stare con i miei, a casa in Calabria e festeggiare i miei primi 40 anni in tranquillità!
silvestra sorbera

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