RED BULL MUSIC ACADEMY: LA XX EDIZIONE A BERLINO | Gocce di spettacolo

RED BULL MUSIC ACADEMY: LA XX EDIZIONE A BERLINO

Quest’anno la Red Bull Music Academy celebra il suo 20esimo compleanno riportando l’impareggiabile programma di workshop, conferenze, sessioni di registrazione e mostre nella città dove tutto è cominciato: Berlino.

Per oltre cinque settimane, dall’8 settembre al 12 ottobre, 61 musicisti da tutto il mondo si ritroveranno alla Funkhaus Berlino, ex stazione radio della DDR, centro culturale e storico studio di registrazione di Berlino Est, che ospita alcuni tra gli spazi con la migliore acustica al mondo. In questa sede i partecipanti condivideranno idee e collaboreranno con i pionieri di diversi stili, metodologie e culture provenienti da vari epicentri mondiali.

Tra i partecipanti selezionati anche il musicista veneziano Giacomo Mazzucato in arte Yakamoto Kotzuga.

Contemporaneamente, Red Bull Music presenterà un festival della durata di cinque settimane che porterà nei punti nevralgici della città numerosi eventi, concerti e dj set che verranno annunciati nelle prossime settimane.

RIGENERAZIONE EDILIZIA DELLA FUNKHAUS E STUDI DI REGISTRAZIONE

Contribuendo alla rigenerazione edilizia della Funkhaus, annoverata tra i monumenti culturali protetti, l’Academy prenderà vita presso il blocco B, restituendo al suo antico splendore l’ex-studio H2, dedicato alle trasmissioni radiofoniche. Gli ambienti che compongono lo studio H1, insieme alle due sale di registrazione che fiancheggiano una delle stanze adibite alla musica da camera, saranno riconvertiti in studi di produzione. L’Academy ricaverà e rinnoverà gli studi conservandone gli elementi unici del luogo, tra cui una delle camere riverberate. Tutti gli affascinanti strumenti originali che i rumoristi utilizzavano per le trasmissioni radiofoniche, dai tendaggi ai sampietrini, saranno lasciati al loro posto. Come sempre, gli studi dell’Academy saranno dotati di una serie di attrezzature musicali d’avanguardia, per mettere le ali alle idee creative dei partecipanti.

L’Academy utilizzerà inoltre una delle grandi sale di registrazione per orchestra come sala conferenze, mentre uno degli studidi registrazione per musica da camera sarà trasformato in una spaziosa sala per le sessioni. Tanto negli studi quanto nelle più grandi aree comuni, l’Academy sta lavorando a stretto contatto con i noti designer berlinesi New Tendency alla creazione di arredi su misura e di percorsi e ambienti all’interno degli spazi più ampi studiati per stimolare l’interazione e la collaborazione, tracciando così una linea di demarcazione tra le influenze Bauhaus di New Tendency e il background architettonico originale. Per offrire ai visitatori una più ampia comprensione della variegata produzione creativa di questa originale metropoli, il rinomato gallerista berlinese Johann König allestirà un’esposizione di opere di artisti tedeschi contemporanei sia affermati, sia emergenti.

La Funkhaus

La Funkhaus (letteralmente ‘la casa delle trasmissioni’) figura tra i più grandi e importanti studi di registrazioni del mondo. Situata sul fiume Sprea, la sua costruzione fu avviata dalla DDR al fine di ospitare la sede e le attività della radio di stato e venne ultimata nel 1956. La Funkhaus ha ospitato una serie di diverse realtà: dalle grandi orchestre nello Studio 1, che con i suoi 800 metri quadrati misura quasi il doppio dello Studio One di Abbey Road, fino, ai primi esperimenti di sintesi del suono elettronico degli anni ’60. Negli anni ’70 la struttura prendeva le sembianze di una piccola città, con oltre 3500 persone che vi lavoravano. Progettata da Franz Ehrlich, architetto formatosi alla scuola del Bauhaus, la sua facciata austera nasconde una grande hall di ingresso con pilastri classici e stupefacenti studi di registrazione, attrezzati da pareti rivestite di pannelli in legno in grado di offrire ambienti acustici diversificati, spesso personalizzabili, progettati in collaborazione con l’esperto di acustica Lothar Keibs e l’ingegnere Gisela Herzog.

Attualmente i tre blocchi che compongono la Funkhaus sono in una graduale fase di ristrutturazione che ne sta rivitalizzando i grandi spazi dedicati alle performance e gli studi per i visual artists e per vari altri ospiti, tra cui il musicista, compositore e produttore Nils Frahm. Questo prestigioso luogo offre in particolare ai partecipanti dell’Academy la possibilità di esplorare nuove forme musicali, così come le innovazioni del passato recente, attraverso una serie di conferenze tenute da coloro che hanno sperimentato le sonorità più interessanti dei nostri tempi.

Il team dedicato al design

La sfida di progettare lo spazio dell’Academy è stata raccolta da New Tendency, studio di design con sede a Berlino guidato da Manuel Goller, che adatta la tradizione del Bauhaus al contesto contemporaneo. Partendo dall’esigenza di mantenere un’estetica lineare e la funzionalità della forma, il team è stato incaricato di trovare un equilibrio tra il grande valore storico dell’edificio e lo spirito lungimirante dell’Academy. Gli arredi su misura, basati su una paletta di colori forti, in un gioco articolato di volumi e proporzioni, saranno affiancati da pezzi di arredamento vintage del periodo della DDR scelti da Stephen Schilgen, scenografo e archivista di ricercate collezioni dell’epoca, il cui club Kurvenstar si è imposto negli anni ’90 come punto di riferimento per l’interior design.

Il curatore

La mostra di Red Bull Music Academy 2018 è curata da Johann König, fondatore dell’omonima galleria. La KÖNIG GALERIE, che ha aperto nel 2002, è una delle realtà più influenti e riconosciute in Germania. Della sua scuderia fanno parte molte degli personalità più interessanti della scena berlinese contemporanea, tra artisti emergenti e affermati, come Katharina Grosse, Jeppe Hein, Jorinde Voigt, Michael Sailstorfer, Alicja Kwade e Andreas Schmitten. La galleria è situata a Kreuzberg nella chiesa di Sant’Agnese, progettata nel 1960 dall’architetto brutalista Werner Düttmann e ristrutturata dall’architetto contemporaneo Arno Brandlhuber. Nel 2017 la KÖNIG GALERIE ha aperto una nuova sede in un parcheggio di Londra e ha lanciato la rivista KÖNIG che tratta argomenti legati alla galleria, agli artisti che la frequentano e alle comunità in cui opera. Animata dall’intento generale di avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico nuovo, la galleria ha collaborato con artisti e organizzazioni nei settori della musica e della moda ed è attivamente coinvolta nella proposta di programmi educativi, attraverso la gestione dello spazio di Berlino alla stregua di un museo, pur in mancanza di una collezione permanente. La KÖNIG GALERIE partecipa a fiere d’arte internazionali come Art Basel, Frieze Art Fair a Londra, FIAC a Parigi e Art Basel Miami Beach.

Il team dello studio

Per le due settimane in cui si tratterranno a Berlino i partecipanti dell’Academy avranno accesso a questi studi di registrazione all’avanguardia e saranno supervisionati da musicisti e produttori di fama mondiale. Mettendo a disposizione preziose indicazioni e intuizioni personali, il team dello studio includerà nella prima sessione il produttore vincitore del Grammy Award, Just Blaze; il membro fondatore di Underground Resistance, “Mad” Mike Banks; il grande esperto di musica house e techno romano Marco Passarani; il polistrumentista di Los Angeles Angel Deradoorian; il co-fondatore di Hessle Audio, Pearson Sound; la sperimentalista indie Lucrecia Dalt e il beatmaker austriaco, mago del sintetizzatore, Dorian Concept. La seconda sessione ospiterà Mathew Jonson, che unisce la sua formazione musicale a un’expertise analogica; il produttore canadese di future R&B e di musica elettronica Ango; e la produttrice russa di avant-pop, ex-partecipante della Red Bull Music Academy 2014 di Tokyo, Kate NV, oltre ad altri ospiti che saranno confermati nei prossimi mesi.

Red Bull Music Academy

Red Bull Music Academy è il pilastro dedicato alla formazione del programma Red Bull Music. È un’istituzione globale che da 20 anni si impegna a promuovere la creatività nella musica attraverso la collaborazione con coloro che stanno plasmando il nostro panorama musicale e attraverso la creazione di spazi che consentano ai produttori musicali di evolvere immergendosi in nuove esperienze.

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