Paola Veneto ci racconta del premio Più Luce! | Gocce di spettacolo

Paola Veneto ci racconta del premio Più Luce!

Oggi intervistiamo Paola Veneto curatrice del premio più Luce che ci ha raccontato la storia del premio e le sue passioni.

Paola come è nata l’idea del premio?

Il Premio Più Luce! è una magnifica avventura poetica nata dall’incontro fra la mia profonda passione per la poesia e la letteratura in generale e l’estro artistico a tutto tondo del direttore Viola Costa. Tre anni fa Viola ha generosamente accolto il mio slancio e ha pensato di farne un vero e proprio “spettacolo”, da inserire nel prestigioso cartellone del Festival Tener-a-mente. Gli attori e gli interpreti danno nuova vita ai versi nella splendida cornice del Laghetto delle Danze, a casa di un poeta magnifico quale è Gabriele d’Annunzio, che sicuramente avrebbe applaudito il progetto. 

Hai avuto molte adesioni?

I partecipanti alla selezione hanno risposto numerosi da tutta Italia, sia in questa edizione che nelle due precedenti. Ogni edizione è stata caratterizzata da un proprio “carattere” ed in ogni edizione concorrenti e pubblico hanno dimostrato un interesse sorprendente, soprattutto se consideriamo che le liriche selezionate non sono sempre “semplici” e sicuramente sono poco “commerciali”. 

Le opere selezionate?


Sulla pagina dell’Anfiteatro

https://www.anfiteatrodelvittoriale.it/event/premio-piu-luce-2/ , oltre alle liriche selezionate,  potete leggere la poetica di quest’anno e perché la Nostalgia è il timone della nostra nave di versi.  Già l’etimologia della parola racconta molto, ovvero il nostos e l’algos, evocano in ognuno di noi immagini e pensieri abbastanza immediati, seppure tutt’altro che scontati. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, è importante ricordare chi eravamo, chi siamo e cosa possiamo diventare.  La scelta di liriche tutte italiane e contemporanee non è casuale, visto che ormai la memoria storica nel nostro Paese sembra farsi sempre più breve.

Il tema scelto è la nostalgia come mai’ Cos’è la nostalgia?

Potrei dire che per me nostalgia è quel famoso “leggero dolore che però io non so più sopportare”. La provo soprattutto quando mi emoziono per le stesse cose che mi emozionavano un tempo, rendendomi però conto che non sono più la stessa persona di allora. Lo capisco anche perché poi finisco invece per sopportarlo quel leggero dolore, mi ci vado abituando, a differenza di qualche anno fa, quando la giovinezza rendeva tutto meravigliosamente e tremendamente assoluto.

La tua poesia preferita?

Non riesco a dire quale sia la mia poesia preferita, un secondo dopo averne scelta una mi pentirei subito di non averne indicata un’altra. Vivo nel dubbio in generale, dubbio che diventa vibrante tormento davanti alla bellezza. In questo momento però, a proposito di nostalgia, mi ritrovo spesso a ripetere questi versi di Sergej Esenin

Non invano hanno soffiato i venti,

non invano c’è stata la tempesta.
Un misterioso qualcuno ha colmato
i miei occhi di placida luce.

Qualcuno con primaverile dolcezza
ha placato nella nebbia azzurrina
la mia nostalgia per una bellissima,
ma straniera, arcana terra.

Non mi opprime il latteo silenzio,
non mi angoscia la paura delle stelle.
Mi sono affezionato al mondo e all’eterno
come al focolare natio.

Tutto in esso è buono e santo,
e ciò che turba è luminoso.
Schiocca sul vetro del lago
il papavero rosso del tramonto.

E senza volerlo nel mare di grano
un’immagine si strappa dalla lingua:
il cielo che ha figliato
lecca il suo rosso vitello.

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