Intervista doppia

Intervista doppia

Intervista doppia a due artisti che hanno iniziato a collaborare creando qualcosa di unico
Come è nata la vostra collaborazione?
Eleonora:
La nostra collaborazione è cominciata in maniera del tutto inaspettata. Lo scorso Natale fui
chiamata da un regista tramite un musicista che non mi conosceva nemmeno di persona.
Doveva realizzare un videoclip per un evento streaming di inaugurazione di un nuovo edificio a
Milano, destinato ad eventi. Tra i vari performer serviva una violinista. Quando Francesco Tolve mi
chiamò, oltre ad ingaggiarmi per la performance, mi chiese se avessi brani inediti da poter
suonare. Gli dissi che potevo tranquillamente ricamare melodie nuove se aveva una
suggestione/base armonica da mandarmi.

Così mi mise in contatto con Filippo, che già lavorava
con lui come compositore. Non lo conoscevo e non mi aveva anticipato le sue qualità. Mai mi sarei
aspettata di ricevere una base così completa e stimolante sulla quale improvvisare un tema. Nel
giro di poche ore registrai una melodia che nacque spontanea e la girai a Filippo timorosa…
Filippo:
Io dall’altra parte non sapevo nulla sul conto di chi mi avrebbe mandato la melodia ricamata sulla
mia base. Addirittura precedentemente mi fu chiesto di cercare un/una violinista che potesse
collaborare con me, che tra l’altro trovai ma troppo tardi. Il dado era tratto. Quando la canzone
tornò indietro arrangiata da Eleonora non credevo alle mie orecchie. Era la parte semplicemente
perfetta. Era nata in un attimo, per puro caso, alla distanza di centinaia di km, da persone
completamente sconosciute: “Overture Finale”.
È difficile trovare dei punti d’incontro?
Eleonora:
Direi che nonostante il background diverso (io molto classica e pop, lui rock ed elettronica), ci
siamo subito trovati nello stile “colonna sonora”, che il nostro intermediario cercava per le sue
immagini. A videoclip concluso, la sintonia musicale era tale che abbiamo deciso di fare un disco
insieme. Ci siamo sempre trovati d’accordo in ogni scambio di idee, tanto che nel giro di pochi
giorni il disco era praticamente pronto. Nonostante le indicazioni fossero sempre molto poche, ogni
nuovo pezzo nasceva già con un carattere preciso e definito, che soddisfaceva a pieno le
aspettative dell’altro.
Filippo:
Io ho sempre suonato in band di vario tipo e ho sempre avuto a che fare con molti musicisti,
produttori, fonici, cantanti, DJ… devo dire che mai mi è capitato di spendere così poche parole e
avere così tanti risultati in così poco tempo. A volte le alchimie si creano da sole, questo è il nostro
caso.
Avete mai avuto delle divergenze?
Eleonora:
Questa domanda è semplice. Mai. Il massimo appunto che Filippo mi ha mai fatto è stato legare di
più alcun note in una brevissima parte di violino. Nell’ultima traccia del disco, nata da un’idea di
giro armonico che Filippo ha sviluppato leggendomi nella mente come solo un produttore esperto
sa fare, abbiamo lavorato al tema iniziale facendo un mix di idee e di variazioni immediato e
naturale.
Filippo:
Non c’è stato bisogno di divergenze. Eravamo felicemente occupati a creare qualcosa di nuovo.

Ci raccontate del vostro nuovo lavoro insieme?
Il nostro lavoro è giocare a carte scoperte, senza esitazioni, muovendosi nella fiducia e nella
sincerità sia musicale che personale. Il risultato è musica sincera, che muove sensazioni vere e
che si colloca nei progetti che nella vita ci rendono orgogliosi. Il disco in uscita è l’incontro fortuito
di due artisti, con la freschezza dell’impatto diretto e non calcolato, in futuro seguirà lo svolgimento.
silvestra sorbera

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