Franz Campi: “Il mio sentimento prevalente purtroppo ora è la paura”

Franz Campi: “Il mio sentimento prevalente purtroppo ora è la paura”

Franz Campi di racconta del suo nuovi singolo e della sjua paura

Franz qual è il tuo sentimento prevalente?

Il mio sentimento prevalente purtroppo ora è la paura. Prima era già abbastanza pesante fare i conti con una società troppo competitiva, con il senso di inadeguatezza che tutti noi proviamo a confrontarci con le sfide che quotidianamente bussano ala nostra porta. Ma ora è peggiorato tutto.

Cosa vuoi raccontare in questo album?

Questo album è nato per lanciare una scialuppa di salvataggio a me stesso e a chi ha voglia di ascoltarlo. Veniamo da due anni di ansia e preoccupazioni causati da una pandemia mondiale ed ora siamo immersi nell’angoscia di una guerra sull’uscio di casa… Il lavoro, le responsabilità di ogni tipo, le mille scadenze burocratiche, i danari… tutte preoccupazioni che si infilano in una lunghissima collana. Che sempre più spesso sembra voglia strangolarci. Quando arriva la sera ciascuno di noi sente che le emozioni negative hanno preso il sopravvento. Sembrano invincibili. Sono troppe. Cariche di minacce. E ci proiettano cupi orizzonti. Ma nell’ “elenco della spesa” che finiamo per fare, ci dimentichiamo delle altre emozioni e affetti che riempiono le nostre esistenze: l’amore per il proprio compagno/a, per i figli, per gli animali che fanno parte delle nostre famiglie, per gli amici… E poi ancora le passioni che ci travolgono come la musica, la cultura, la natura che ci circonda, l’esplorazione della nostra spiritualità più profonda e lo scambio con gli altri, magari attraverso le mille forme di associazionismo e volontariato… Il nostro è un mondo ricco di cose magnifiche e preziose. E dobbiamo ricordarcelo. Magari, come in questo caso, anche attraverso delle piccole canzoni.

Il tuo desiderio più grande?

Che cessi questo orrore. Che si posino le armi e si trovi il compromesso che tutti auspichiamo.
Amos Oz, uno scrittore che amo molto, nel suo “Contro il fanatismo” ci ha offerto una grande lezione: “Sono un gran fautore del compromesso. Nel mio mondo la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte. Sono sposato con la stessa donna da 42 anni: rivendico un briciolo di competenza, in fatto di compromessi. Permettetemi allora di aggiungere che quando dico compromesso non intendo capitolazione, non intendo porgere l’altra guancia a un avversario, un nemico, una sposa. Intendo incontrare l’altro, più o meno a metà strada. Comunque non esistono compromessi felici: un compromesso felice è una contraddizione. Un ossimoro. L’oltranzista è un punto esclamativo ambulante.”

Progetti futuri?

Stiamo iniziando a lavorare, io e Davide Belviso, allo spettacolo di teatro-canzone che avrà come protagonista proprio i brani de “Il sentimento prevalente”. Abbiamo già la data del debutto e il teatro che ci ospiterà anche per le prove. E abbiamo pure raccolto qualche prenotazione da altre parti solo basandosi sulla fiducia. È confortante. In questi giorni stiamo attendendo il calendario delle presentazioni dell’album che faremo nelle librerie Feltrinelli e intanto continuo a recitare in piccoli spettacoli dove, affiancato dallo chef Marcello Ferrarini che prepara delle leccornìe da offrire al pubblico, io racconto la storia della regina rosa dei salumi: la Mortadella IGP, per cui ho registrato proprio nei mesi scorsi, sempre insieme a Davide, lo spot che è andato in onda su tutte le televisioni nazionali. In Primavera riprenderanno le repliche del simpatico “Canta che ti passa” in cui tutti i presenti diventano protagonisti intonando le canzoni della musica d’autore più allegre e scaccia pensieri. Mentre in estate spero possano riprendere i live dello show in cui interpreto il grande Fred Buscaglione (questo è l’11° anno di repliche) e anche il divertente “Canzoni da mangiare” con Giorgio Comaschi. Infine in autunno al teatro Dehon di Bologna porterò “Quando canta Rabagliati” con la strepitosa band del M° Sandro Comini: un tuffo nello swing italiano degli anni ’40.

 

silvestra sorbera

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