Fre: “Un brano semplice che nasconde una giusta positività”

A pochi giorni dal estival di Sanremo acciamo due chiacchiere  con un cantante che ha cambiato radicalmente la sua vita e ha proposto al pubblico un bravo particolare

Fre ci racconti del tuo singolo?

La definirei una song malinconica che nasconde la positività giusta. E’ un brano semplice, racconta fondamentalmente un po’ quello che abbiamo passato e quello che stiamo passando durante gli ultimi due anni; infatti l’ho scritto prima di questa crisi pandemica. L’ho scritta di getto, senza tante difficoltà; mi capita quando scrivo qualcosa che sento dentro particolarmente. Leggi tutto

Raffaella Caruso: “Racconto il mio amore viscerale verso la mia terra”

Intervista con Raffaella Caruso che ha realizzato un album in dialetto calabrese per omaggiare la sua terra.
Raffaella perché hai deciso di creare un album in dialetto?
Provengo dal mondo della musica popolare…quindi m’ è venuto naturale oltre che piacevole, fare un album in dialetto calabrese … Testimonianza anche del mio amore viscerale verso la mia terra.

Fula: “Mi piace pensare all’oggi, cosciente del passato, con una visione verso il futuro”

Due chiacchiere con Fula che ci presenta il suo nuov album.

 

Fula, ci racconti del tuo progetto?

Io e il mio team, NoOx Management e La Pop (l’etichetta) abbiamo molti progetti.  Quello di essere pionieri per l’Afromusic in Italia, per esempio.  Creare partnership ed endorsement con più realtà-ponti anche extramusicali.
Il mio progetto è la musica e ogni giorno lavoriamo per farla arrivare a tutti!

Cosa significa per te vivere a colori? Leggi tutto

Adduci: “Come succede per l’amore, anche per l’odio non esistono ragioni specifiche”

Vincenzo Adduci ha da poco pubblicato il suo singolo “Una ragione per odiarti” e oggi ci racconta da dove nasce questo testo
Vincenzo, dacci una ragione per odiarti?
Proprio come succede per l’amore, anche per l’odio non esistono ragioni specifiche, ma se ne possono inventare infinite quando si è mossi da una volontà sincera. Nel mio caso è piuttosto semplice, sono un maschio bianco,
sono nato in Italia, un paese che vanta una delle prime economie del mondo.
Non conosco la fame né la guerra e non appartengo ad alcuna minoranza, nonostante tutto a volte mi concedo comunque il lusso di sentirmi insoddisfatto, fate la vostra scelta!
Come mai un testo così cinico?

Daniele Meneghin: Essere uomo significa far parte di un mondo con una identità ben precisa

“Siamo uomo” il singolo di Daniele Meneghin che racconta una storia semplice, quella dell’uomo di oggi, superimpegnato in tutto.
Daniele iniziamo dal titolo del singolo. Siamo Uomo. Un plurale e un singolare. Scelta insolita, come mai?
Siamo uomo significa che noi tutti siamo uomini, e mi piace suoni un po’ male, perché noi tutti non siamo sempre capaci di esserlo. Essere uomo significa far parte di un mondo con una identità ben precisa. Di questi tempi è molto
importante portare l’attenzione che noi come uomini siamo anche capaci di rispettare gli altri, siamo capaci di voler bene al nostro pianeta, siamo capaci di cambiare se lo vogliamo.
Ci parli di vita frenetica, lavoro casa, ambizioni e altro. È la vita di tuti i giorni?
Si è la vita di tutti i giorni, la vita è complicazioni, è sorriso è lacrima, la vita è un bellissimo viaggio in mezzo alle difficoltà. Tutti sappiamo cosa vuol dire, e anche per questo ci dovremmo sentire sempre più parte di un’unica umanità.

Cecilia Quadrenni: Verso Oriente e la difficoltà a lasciare andare

Cecilia Quadrenni ci racconta il suo nuovo lavoro
Un singolo su amore e guerra ma, anche molto altro ancora
Cecilia il tuo brano racconta la fine di una storia. Tu come la vivi?
In realtà in Verso Oriente si racconta una storia simbolica non propriamente d’amore ma
che ci accomuna tutti poiché esprime la difficoltà a lasciar andare ciò che ci fa soffrire.
Spesso, infatti, continuiamo a combattere delle battaglie già perse mentre io credo invece
che il vincitore sia colui che sa arrendersi e accetta la realtà con serenità
Si dice: In guerra e in amore tutto è lecito. Tu paragoni proprio la fine di un amore ad una guerra. Perché?
Perché la guerra e il rancore sono insiti nell‘essere umano e ciò che succede nella quotidianità e nelle relazioni affettive ė la fotografia e la replica di quello che succede nel mondo da sempre.
Molti amori sono finiti con la quarantana. Credi sia possibile?
Purtroppo penso di si. Rapporti già in bilico ovviamente, basati sull’assenza e gli impegni
quotidiani. Si sono invece rafforzati quelli che già erano distanti e che hanno capito meglio l’importanza di stare insieme.
Come, la fine di una storia, cambia le persone?
Ogni persona ci lascia e ci insegna qualcosa. Sta a noi farne tesoro e trasformare questo lutto in una crescita.
Progetti estivi?
Appena possibile tornare a cantare nei live e lavorare in studio ai prossimi brani.