Tutti i volti di Paolo Pierobon | Gocce di spettacolo

Tutti i volti di Paolo Pierobon

Paolo Pierobon, attore italiano di ampio respiro, ha da poco lasciato i panni del sanguinario Filippo De Silva della fiction mediaset Squadra Antimafia, per vestire i panni più sobri di Philip Lehman, economista americano che rappresenta un punto di passaggio tra la vecchia e la nuova economia. Pierobon porta a teatro “Lehman Trilogy”, spettacolo di Ronconi, con una trama sempre attuale.

Paolo com’è Philip?

Philip Lehman è un uomo che fa da tramite tra la old economy e quella che comunemente viene chiamata new economy. Per far questo si distacca dalla famiglia creando una serie di olding. Con Lehman Trilogy io e i miei colleghi, portiamo sul palcoscenico Roncori, facendolo rivivere ancora una volta. E’ una grande emozione e poi lo spettacolo è veramente potente, ricco di ironia ma anche di tragedia. Philip è l’uomo che trascina i Lehman nella grande crisi del 2008 che coinvolge non solo l’America ma le borse di tutto il mondo, quando arriva il crack finanziario della Lehman delle origini c’è ben poco. Lo spettacolo racconta quindi la storia di una famiglia ma anche dell’economia mondiale che passa attraverso tante generazioni e sul palcoscenico noi attori ci passiamo il testimone da una generazione all’altra.

Un anno fortunato a teatro e non solo?

Si, non mi posso lamentare. Ho vinto dei premi, tra questi “La maschera del teatro” con il mio Robespierre, ne sono molto fiero. E poi tanti altri impegni.

Al cinema ad esempio con il film “Come diventare grandi nonostante i genitori”?

Si. E’ stato un ruolo che mi è piaciuto molto, diverso dal solito, interpreto Ricky, un padre preoccupato per la figlia, una tematica attuale, un bel film che è stato ben accolto da genitori e figli. Altro progetto che mi sta molto a cuore è il film in lavorazione dal titolo “L’ordine della cose” diretto da Andrea Segre che ha come tematica gli sbarchi clandestini. Un tema attuale, forte.

De Silva invece ci lascia?

De Silva ha dato tutto quello che poteva dare. E’ un personaggio che amo molto ma le fiction seriali hanno bisogno di un punto quindi anche De Silva smetterà di uccidere anche se lo rivedremo nello spin-off su Rosy Abbate in qualche scena. Sono molto legato a questo ruolo, è un personaggio insolito, è un agente ma è colluso, uccide e ama allo stesso tempo, aiuta chi può ma a modo suo, è molto sopra le righe, mi piace interpretarlo perché mi permette di spaziare su tanti fronti.

Anche nella vita lavorativa cerchi sempre di cambiare?

Adoro la varietà, mi piace cambiare ruolo, posto, personaggio e il mio lavoro è di grande aiuto in questo. Ogni volta è una novità. Passi da uno spettacolo teatrale dove lavori fino a tarda notte con orari particolari e poi fai cinema con orari quasi da ufficio, ti alzi presto al mattino e torni a casa per cena. Ogni ruolo è diverso, ogni personaggio regala cose diverse e questo mi permette di cambiare ogni volta.

A quale personaggio sei legato di più?

De Silva sicuramente ma anche Robespierre mi ha regalato molto.

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