Tabita: “In Italia purtroppo si lavora molto su stereotipi. Sei bionda e carina? Fai Giulietta. Sei robusto? Non puoi fare Amleto” | Gocce di spettacolo

Tabita: “In Italia purtroppo si lavora molto su stereotipi. Sei bionda e carina? Fai Giulietta. Sei robusto? Non puoi fare Amleto”

Luigi Tabita, attore siciliano pieno di impengo e di vita ci racconta il suo ultimo spettacolo teatrale, che lo vede in coppia con Lucia Sardo senza dimenticare l’impegno sociale.

Luigi ci racconti il tuo personaggio in questo spettacolo?

Interpreto Matteo un ragazzone cosmopolita, che ha girato il mondo, che ama la vita, un personaggio che grazie all’amore della sua famiglia è una persona centrata, risolta sopratutto rispetto al suo orientamento sessuale. Ma un giorno la sua vita cambia a causa di una tragedia…non posso rivelare altro perché lo spettacolo è un continuo colpo di scena(ride). C’è una grande messaggio d’amore in questa piece. 

Com’è stato lavorare con Lucia Sardo?

Lucia è un’artista unica. Lavorare con Lucia per me è stato ed è molto forte, perché essendo entrambi siracusani ed avendo un background molto simile rivedo in lei dei tratti a me molto famigliari che mi hanno favorito un percorso profondo, emotivo e fondamentale per la costruzione del personaggio. Mi ha aiutato a scavare nel mio vissuto mettendomi nella condizione di potermi fidare completamente di lei.  È una sensazione straordinaria poter lavorare con attrici così generose disposte a fare anche un passo indietro per favorire  il collega, questo devo dire che è la prima volta che in 20 anni di carriera mi è capitato. 

Attore versatile. Passi tranquillamente dalla commedia al dramma. Quale genere senti più nelle tue corde?

Sicuramente la commedia, ma per il mio fisico imponente, la voce calda e l’aspetto da hidalgo, mi scelgono sempre per ruoli drammatici. La commedia è però il mio forte. In Italia purtroppo si lavora molto su stereotipi.  Sei  bionda e carina? Fai Giulietta. Sei robusto? Non puoi fare Amleto. 

Non solo teatro anche tanta tv. Delle varie fiction che hai interpretato quale ruolo ti è più caro?

A proposito di stereotipi la tv è peggio. Mi fanno interpretare sempre il siciliano bad-boy. Pensa che mi vestono sempre allo stesso modo: chiodo e t-shirt. L’altra volta facevo un collage delle immagini delle fiction fatte e sembrava sempre lo stesso film! Solo Rossella Izzo, con la quale ho debuttato in tv, e poi Simona Izzo hanno rischiato facendomi fare altri ruoli. Ma spero di poter fare anche in tv una commedia o un film in costume.

Sei anche ideatore di un progetto sulle differenze. Quanto c’è da fare oggi?

Alma: educare alle differenze è il progetto che coordino da cinque anni nelle scuole ed è rivolto alle alunne/i della prima media ma soprattutto ai loro genitori. La cronaca ci narra ogni giorno un Paese sempre più violento, omofobo e razzista, ho molta paura che si stia tornando indietro sui processi culturali innescati in passato. Penso ci sia un grande bisogno di informazione,per offrire alle persone la possibilità di comprendere, riflettere e accogliere,a partire dalla due più grandi agenzie educative: famiglia e scuola. L’educazione ha per me un valore immenso, non a caso mi sono laureato in Scienze dell’Educazione. Bisogna monitorare e tenere l’attenzione alta su questi temi perché come diceva la nostra prima Ministra della Repubblica Tina Anselmi “nessuna conquista è definitiva”.

Un impegno sociale e civile non indefferente. Come coniughi tutto?

Per me è necessario. Dopo l’aggressione omofoba subita 11 anni fa a Roma la mia vita è cambiata e allora mi promisi di spendermi in prima persona per la difesa dei diritti e ogni forma di violenza. Oggi dovunque mi trovi in Italia perché in tournée, prendo un aereo e volo a fare incontri con i ragazzi e ragazze sui temi delle pari opportunità, volo verso le amiche dei centri antiviolenza per scrivere delle proposte di legge, volo dagli amici delle associazioni lgbt per dei corsi di formazione per migranti lgbt etc… 

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