Sebastiano Lo Monaco porta in scena “Per non morire di mafia” | Gocce di spettacolo

Sebastiano Lo Monaco porta in scena “Per non morire di mafia”

«Finché la mafia esiste bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il silenzio è l’ossigeno grazie al quale i sistemi criminali si riorganizzano e la pericolosissima simbiosi di mafia, economia e potere si rafforza. I silenzi di oggi siamo destinati a pagarli duramente domani, con una mafia sempre più forte, con cittadini sempre meno liberi» Pietro Grasso

In scena al Teatro di Cagli, venerdì 27 gennaio alle 21.00, un grande spettacolo di teatro civile per non smettere mai di denunciare la criminalità organizzata. Una replica dedicata ai ragazzi delle scuole del territorio andrà in scena sabato 29 gennaio alle 10.30.

Quando comincia la nuova mafia? Come ha cambiato la vita della Sicilia e dell’Italia? Che cosa ci resta ancora da fare e da sperare con sconfiggerla? Sono alcuni degli interrogativi che Pietro Grasso – Procuratore Nazionale Antimafia dal 2005 al 2012 – si pone nel libro “Per non morire di mafia” uscito nel 2009, oggi proposto in versione teatrale da Sebastiano Lo Monaco. Uno spettacolo di forte impegno che ha debuttato nel 2010 a Spoleto e che in questi anni non ha mai smesso di riscuotere attenzione e successo in tutta Italia.

Nel libro Pietro Grasso ripercorre le stagioni della guerra alla cupola siciliana e affronta anche rapporti delicati: legami tra mafia e politica, scontri all’interno della magistratura, carenze legislative e di mezzi. Grasso analizza gli intrecci con la ‘ndrangheta e la camorra e traccia una mappa delle nuove mafie (cinesi, russe, albanesi, nigeriane, colombiane), individuando strade e strumenti per proseguire nella lotta alla criminalità.

“Per non morire di mafia” è un monologo intenso, vibrante di sdegno e di impegno civile; è uno spettacolo che nasce quando Lo Monaco, uomo di teatro, e Grasso, magistrato, hanno condiviso la necessità di restituire un’esperienza rendendola simbolica. L’ evento diventa così un rito collettivo con l’incontro tra il teatro e la società civile, un vero e proprio progetto/spettacolo contro il silenzio: per far parlare, discutere, reagire.

“Per non morire di mafia” vuole sollecitare domande e una maggiore consapevolezza negli spettatori. Il personaggio in scena lancia un grido rivolto alle coscienze, per suscitare una presa di posizione e una speranza che possa dare corpo ad un’utopia per le nuove generazioni. Un monologo che riconduce il teatro alla sua funzione civile ed evocativa. Un teatro capace di disegnare uomini e delineare esperienze di vita che possano divenire modelli. Un teatro che senza intellettualismi vuole dare un contributo al recupero di un senso della civiltà.

Sebastiano Lo Monaco, su una scena dominata da una grande lavagna sulla quale le frasi guidano le riflessioni tratte dal libro, offre una grande prova d’attore, con un forte e sincero coinvolgimento nelle vicende narrate. Grazie alla sua interpretazione l’atto di denuncia contro le mafie assume una forza profonda e piena di significato civile. Il pubblico è totalmente coinvolto sia sul piano emotivo che su quello della riflessione personale e collettiva. “Per non morire di mafia” diventa un grido urgente, necessario e condiviso per non perdere la speranza in un paese migliore.

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