Saraceno: “Ognuno di noi ha un motivo per cui lottare e ribellarsi. Ma spesso, per paura, si fa un passo indietro” | Gocce di spettacolo

Saraceno: “Ognuno di noi ha un motivo per cui lottare e ribellarsi. Ma spesso, per paura, si fa un passo indietro”

Pierpaolo Saraceno, autore e attore dello spettacolo teatrale su Peppino Impastato, ci racconta quando ha deciso di portare a teatro un personaggio e una storia complessa e quello che ha provato nella doppia veste di autore e attore.

 

Pierpaolo quando hai decido di scrivere un testo su Peppino Impastato?

Ho deciso di scriverlo nel 2012. Conoscevo già la figura di Peppino Impastato e conoscevo anche il contesto mafioso in cui Peppino viveva. La sua storia meritava di essere conosciuta. Con il film “I Cento passi” di Marco Tullio Giordana, la vita e la tragica morte di Peppino hanno avuto grande visibilità ma non basta un solo film per parlare di questa grande persona. Per questo ho deciso di parlarne nella mia Opera. Per non dimenticare Peppino e per far conoscere Peppino. 
Perchè?
La figura di Peppino Impastato e la sua lotta alla mafia sono fondamentali per far riflettere ognuno di noi, soprattutto i giovani. Quest’ultimi non possono non conoscere ciò che Peppino ha fatto. A mio avviso dovrebbe essere oggetto di studio nelle scuole. Ci è capitato di parlare con diversi alunni che non conoscevano Peppino. Questo non va bene. È un esempio per tutti noi
Su cosa vuoi porre l’accento in modo particolare?
Sul coraggio, sulla ribellione e sulla sua “sana” follia. Ognuno di noi ha un motivo per cui lottare e ribellarsi. Ma spesso, per paura, si fa un passo indietro e si continua a fare ciò che non si vuole fare, si continua a dire ciò che non si vuole dire etc…  Peppino ha perso la vita per il suo essere ribelle, per il suo parlare “troppo”. I giovani non devono aver paura di dire “no”, di dire la propria opinione, di fare delle proprie scelte. Devono avere coraggio. Sembra una parola così banale, scontata ma non lo è. La parola coraggio contiene tantissime altre cose. I ragazzi alla mia domanda, a fine spettacolo,
 cos’è il coraggio?” si dividevano in due parti; chi non aveva il “coraggio” di esporsi e chi invece dava delle risposte alle quali rimanevo senza parole.
Sei autore ma anche attore. Come ti sei trovato in questa doppia veste?
È stato molto difficile in quanto da autore scrivi determinate cose pensando magari a determinati gesti o intenzioni. Poi da attore ti accorgi che interpretare ciò che tu stesso hai scritto porta invece a delle intenzioni diverse, a delle sfumature che da autore non pensi nemmeno. C’è parecchio contrasto inizialmente, poi però trovi l’equilibrio e comincia la magia.
Cosa significa rappresentare uno degli uomini che hanno combattuto la mafia?
Per me è un onore e grande responsabilità. Soprattutto quando mi rivolgo ai giovani. Cerco di trasmettere loro quella che è stata l’anima di Peppino, la sua purezza, lealtà, onestà…. il suo coraggio, ritornando alla domanda precedente.  Ed è emozionante quando i ragazzi a fine spettacolo ti guardano con orgoglio ma anche con le lacrime agli occhi, pensando alla tragica morte. Lì capisco che il mio messaggio, o meglio, il messaggio di Peppino è arrivato ai loro cuori, alle loro anime.
Altri progetti?
Con la mia Compagnia “Onirika del Sud siamo in tournée con la Trilogia del sociale. In allestimento c’è la quarta Opera “La scalata”, tratta dal romanzo di Antonio Conticello. In piú Onirika del Sud sta preparando il Tour Musicale per i teatri d’Italia, “TERRA RIBEĹLE” ,sulla trilogia del sociale, ovvero un misto di canzoni inedite scritte interamente da me e composte da Concetto Fruciano . Insomma un bel da fare e siamo tanto felici di questo.Grazie.

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