Roberto Biselli a teatro con una storia drammatica | Gocce di spettacolo

Roberto Biselli a teatro con una storia drammatica

Roberto Biselli, direttore artistico di Todi Off, ha messo in scena uno spettacolo teatrale drammatico quanto vero. Racconta la storia di una giovane ragazza che dopo la violenza subita si uccide.

Lo spettacolo ritornerà a Perugia a marzo.

Ecco cosa ci racconta il regista.

Biselli mette in scena uno spettacolo che racconta una violenza su una ragazzina. Come si è relazionato con il ruolo di padre?

Lo spettacolo nasce da un’esigenza fortemente autobiografica, io sono il padre di una ragazza di dodici anni, che è circa l’età della protagonista della storia. Dunque le mie paure si sono immediatamente sovrapposte ai sentimenti del padre di Carmela. La paura di non riuscire a proteggere la propria figlia dal male, di non riuscire a fornirle gli strumenti necessari per proteggersi da sola. Impersonare questo personaggio è stato intenso e doloroso, ma la recitazione vuole andare oltre il puro elemento realistico. Sono partito dalla storia, dalla cronaca di una tragedia, ma cerco di parlare al pubblico attraverso un’operazione poetica.
 Sul palcoscenico Carmela, la protagonista, non c’è. Si è già uccisa. Una storia quasi di tutti i giorni. Come viene evocata?

 

Il personaggio principale, Carmela, non è presente, ma viene evocato, grazie alla bella drammaturgia di Barbara Bracci, dalle parole del padre e dell’amica che si trovano a parlare di lei, anni dopo la sua morte. Sono due dolori che si incontrano e ricostruiscono una storia, che prende vita grazie alle proiezioni della graphic novel. Lo sviluppo drammaturgico si orchestra dunque su tre piani: i due attori in carne e ossa, le video proiezioni e la musica: la splendida voce del mezzosoprano Francesca Lisetto intramezza lo spettacolo, quasi cercando di dare una anima e corpo a Carmela. Un allestimento che vuole far coesistere la poesia del tratto grafico con la presenza cruda e dura dei personaggi e il mondo dei suoni e della musica, per condurci in questo viaggio nella memoria e nel dolore di Carmela.

La storia reale di Carmela è tratta da una graphic novel. Come cambia la teatralità?

La graphic novel si ispira alla cronaca, in particolare al diario di Carmela, ma naturalmente ne dà una dimensione romanzata. Lo spettacolo a sua volta parte dalla graphic novel ma va oltre: la storia di Carmela è evocata dal padre e dall’amica e si colloca nel passato delle cose già avvenute. Si arriva, nello spettacolo teatrale, a una sorta di trasfigurazione della realtà, che scenicamente viene enfatizzato dal velo che pone gli attori distanti dal pubblico. 

Lei è direttore artistico del Todi Off. Che progetti ha?

In questi due anni a Todi abbiamo fatto una piccola rivoluzione. Seguiamo un modello poco usato in Italia: un festival che unisce due parti, da una parte spettacoli di forte richiamo (la parte “in” del festival) dall’altra parte la direzione artistica ci ha dato l’autonomia per creare una sezione off, dove per gli spettatori possono incappare in proposte inedite e nuovi linguaggi. A questo si unisce una parte “pedagogica”: masteclass dirette da maestri importanti che creano un pubblico di ragazzi interessati, che seguono gli eventi del festival e lo rendono vivo. Siamo molto felici del percorso che abbiamo tracciato e quindi l’idea è quella di proseguire su questa strada: per il prossimo festival abbiamo tantissimi progetti ma ancora è troppo presto per parlarne!

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