Quarta: “Vedo nel tango tutte le emozioni che fanno parte di un uomo” | Gocce di spettacolo

Quarta: “Vedo nel tango tutte le emozioni che fanno parte di un uomo”

Alessandro Quarta ha accompagnato il Volo a Sanremo e oggi ci racconta della sua esperienza e della voglia di continuare a suonare

Alessandro, come è stato accompagnare Il Volo a Sanremo?

Subito dopo la mia esibizione con Roberto Bolle durante il suo programma “Danza Con Me”, nel quale ho portato il mio brano Dorian Gray, che ha registrato il più alto punto di Share con 5mln e mezzo di telespettatori. Probabilmente tra i telespettatori c’erano anche i ragazzi de Il Volo che dopo qualche giorno mi hanno invitato a partecipare alla serata dei duetti di Sanremo in qualità di ospite; ho detto si non per la televisione o perché loro siano così famosi ma per il fatto che fossero così giovani e già così ricchi di emozione e padronanza musicale, in più c’era la possibilità di presentare in un programma così importante la diversità, di affrontare “la massa” che decide se devi essere importante oppure no e che ti rende cosciente del fatto che stai portando qualcosa , che piaccia o meno, che resterà nella storia.

L’importante è esser sinceri, essere artisti bisogna avere il coraggio di essere se stessi. È stato un incontro stupendo, ci è bastato pochissimo per entrare in sintonia. Sicuramente collaborerò con altri artisti, ora non posso dire nulla ma ho tantissimi progetti in serbo

Lo rifaresti?

Si perché no, come detto sopra è stata un’esperienza unica, anche se per ora ho altri progetti.

Parteciperai anche a delle date del tour del gruppo. Emozionato?

È sempre bellissimo tornare sul palco con quei ragazzi, sono giovani ma hanno una grandissima conoscenza e cultura musicale, cosa che apprezzo. In più tra di noi si è creata una grandissima sintonia siamo quattro amici ormai e sul palco con loro mi sembra di essere il quarto cantante.

Perchè il tango?

Il disco nasce da una mia volontà di riportare il tango là dove è nato, cioè nei bassifondi del porto di Buenos Aires, dove il tango veniva ballato da soli uomini, nudi, di fronte alle prostitute e la più bella andava a scegliere l’uomo più virile. Con Astor il tango cambia, si nutre di emozioni come la gioia, la tristezza, la nostalgia, la difficoltà di essere amato e amare, pur mantenendo le fondamenta importanti della sensualità e della sessualità. Siccome io il violino lo vedo come il corpo di una donna che deve essere amato, non esiste partitura migliore di Astor Piazzolla per vivere il violino in questo modo. Quindi forse vedo nel tango tutte le emozioni che fanno parte di un uomo

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