Pierpaolo Spollon: “Se non andare in vacanza vuol dire lavorare, spero di andare in vacanza il più tardi possibile” | Gocce di spettacolo

Pierpaolo Spollon: “Se non andare in vacanza vuol dire lavorare, spero di andare in vacanza il più tardi possibile”

Pierpaolo Spollon, giovane artista italiano, interprete di fiction di successo come L’Allieva e La porta rossa.

Ecco cosa ci racconta dei suoi ultimi progetti televisivi.

Pierpaolo tra poco ti vedremo nei panni di Marco Allevi per la serie tv L’Allieva. Com’è stato interpretare questo ragazzo?

Interpretare Marco mi offre spesso l’opportunità di lasciare spazio alla parte più goffa di me e questo mi diverte molto. Uno studente lavoratore che affronta i problemi di cuore come meglio può… a tentativi. Ogni tentativo un tassello in più nel puzzle della vita di Marco, e lui con i puzzle è assolutamente negato!

Anche a te come a Marco Allevi  piace la fotografia?

La Fotografia come passione è sicuramente uno dei punti di incontro tra me e Marco. Lui la ama perché scattando pensa di catturare quegli attimi che rappresentano per le persone le certezze che lui non ha, io perché trovo la fotografia estremamente stimolante per il mio lavoro, mi offre una marea di spunti visivi e di storie. Ho due fotografi che porto nel cuore e tutti e due raccontano persone e comunità non convenzionali, nell’accezione più bella del termine. Comunità ed individualità che vivono storie  “diverse”, fuori dal normale, lontane dal mio mondo e che quindi ho bisogno assoluto di conoscere. Quelli che per vari motivi hanno un posto speciale nel mio cuore sono Mike Brodie con il suo bellissimo “a period of junevile prosperity “ e Mauro D’agati con “vucciria”.

 

E poi ti vedremo di nuovo nei panni di Filip per la porta rossa. Come cambia in questa seconda stagione?

Filip nella seconda stagione si trova ad affrontare cose più grandi di lui che lo costringono a crescere più in fretta ed assumere responsabilità non richieste ad un ragazzo della sua età e lo fa con un coraggio da lupo, vacillando ma senza mollare.  Conosceremo di più la sua famiglia ed il rapporto con il padre  e la madre, che ho avuto la fortuna fossero interpretati da due attori eccezionali come Ivan  Franek ed Anita Kravos. Ringrazio gli sceneggiatori per avermi fatto andare più in profondità, anche se a volte è stato tosto, umanamente e professionalmente.

Hai dovuto imparare a suonare?

Ho imparato a suonare lo strumento per la prima stagione, quest’anno ho fatto delle lezioni con il vate dell’hang italiano Luca Bertelli. Un effetto collaterale che amo del mio lavoro è proprio questo, dovendo interpretare personaggi diversi mi trovo a confrontarmi con hobby e passioni diverse dalle mie. Lo amo.

Tra Marco e Filip quale protagonista senti più vicino a te?

Tutti e due i personaggi attingono a parti più o meno nascoste di me. Direi però che Marco con la sua vitalità, inconsapevolezza ed ironia è quello che si avvicina di più, ma è come chiedere ad un genitore quale sia il suo figlio preferito, non si può!!

Il rapporto sul set con Lino Guanciale, presente in entrambe le serie tv com’è?

Con Lino abbiamo passato, passiamo e passeremo bei momenti. Quelli divertenti quest’anno, complice una sceneggiatura che ci fa incontrare poco e quel poco solo in situazioni non proprio piacevoli, li abbiamo avuti tutti fuori dal set, ma quello che succede a Las Vegas resta a Las Vegas. Posso dirvi però che l’ho mandato a quel paese spesso, con un certo divertimento e senza risparmiarmi il linguaggio del corpo diciamo, ma lo vedrete!!

Sono stati anni impegnativi. Ti prenderai una vacanza o hai altri progetti?

È un anno impegnativo sotto diversi punti di vista, ma chi si ferma è perduto. Con questo lavoro sono diventato scaramantico e preferisco non dire nulla, posso dire che se non andare in vacanza vuol dire lavorare, spero di andare in vacanza il più tardi possibile!!

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