Muroni: “La trilogia della memoria è un omaggio alla storia più travagliata del nostro Paese” | Gocce di spettacolo

Muroni: “La trilogia della memoria è un omaggio alla storia più travagliata del nostro Paese”

Maschere di guerra (clicca qui per l’approfondimento) è una web serie della Treccani prodotta da Giuseppe Muroni coadiuvato da grandi artisti che hanno dedicato la propria voce e il proprio volto per un progetto storico-culturale importante.
Ecco cosa ci racconta Muroni.
Giuseppe, una nuova web serie per la Treccani. Di cosa parla?
Maschere di guerra narra, in occasione del centenario della Grande Guerra, storie di fanti e di gente comune legati da un evento che travolse e stravolse indelebilmente la vita di milioni di persone.
Claudio Santamaria interpreta la figura di un medico militare che studia la malattia mentale causata dalla crudeltà e dalla spersonalizzazione della guerra moderna,
Carolina Crescentini dà voce alle migliaia di crocerossine che riempirono gli ospedali di guerra per prestare soccorso ai reduci della trincea; scrive da Sagrado, in provincia
di Gorizia, dall’ospedale più avanzato del Carso. Stefano Muroni, invece, narra le incredibili vicissitudini degli italiani di confine. Emozionante, poi, l’interpretazione di
Violante Placido: ci consegna una rara testimonianza sul ‘profugato’ dei civili delle terre invase tra 1917 e 1918 raccontando l’esperienza di profuga a Vittorio Veneto in uno scenario fatto di bombardamenti, violenze e fame.

Una storia recente, vicina a noi. Cosa e chi sono state le tue fonti storiche?
I diari, le memorie scritte, le lettere inviate a casa e gli album di cento anni fa restituiscono i sentimenti di chi ha visto i propri sogni soccombere nel fango delle trincee, la speranza di chi uscì vivo dal conflitto e il dolore di chi si portò appresso i segni delle trasformazioni del corpo. Gli uomini divennero, per l’appunto, maschere di guerra, in cerca di un’identità perduta. Tutti hanno provato a raccontare in quei momenti
drammatici e tutti hanno ricordato. Ognuno a proprio modo. Credo che alcuni testi siano fondamentali in questo lavoro: Gaetano Boschi. Sviluppi della neuropsichiatria di guerra (1915-1918) dello storico Leonardo Raito, Il diario di Caterina Arrigoni. Quando senza polenta si moriva di fame di Luca Nardi e Giancarlo Follador e Luci ed ombre di eroi. Dal diario d’infermiera in zona di operazione. Guerra italo-austriaca di Sita Meyer Camperio.
Con Maschere di guerra chiude la trilogia Treccani. Hai già pensato al dopo? Ad altri progetti culturali?
La trilogia della memoria, composta dalle web-serie Voci di R-esistenza, L’ultimo grido
e Maschere di guerra, è un omaggio alla storia più travagliata del nostro Paese: nel giro di trent’anni i nostri nonni hanno combattuto due guerre mondiali, hanno visto milioni di morti e un Paese che ha dovuto conoscere la banalità del male prima di risorgere. Ma dobbiamo sempre ricordarci che la democrazia non va mai data per scontata. I progetti culturali in cantiere sono diversi: un libro e, a lungo termine, una serie di documentari
sull’architettura del Novecento.
Creare una web serie quanto tempo richiede?
La trilogia della guerra nasce come prodotto editoriale edito dall’Istituto dell’Enciclopedia Treccani con l’obiettivo di rinnovare la comunicazione storica e culturale sul web. Le tre web-serie, andate in onda su Treccani Tv, scandagliano da un punto di vista inedito gli anni cruciali del Novecento italiano. Le immagini
evocative, e diverse tra loro, sono il risultato della contaminazione di generi e stili. I tanti riferimenti alla letteratura, al cinema, a personaggi specifici, alcuni evidenti, altri appena annunciati, fanno sì che la fruizione si presti a differenti gradi di lettura. E’ stato, come puoi immaginare, un lavoro lunghissimo, durato anni. Anni di ricerca, di documentazione, di contatti. Alcuni tra gli attori più richiesti del cinema italiano
contemporaneo hanno prestato la voce a protagonisti storici che raccontano il proprio vissuto mediante la scrittura di lettere, diari o la testimonianza diretta. Un grazie di cuore va a Francesca Valtorta, Stella Egitto, Giorgio Colangeli, Francesco Montanari, Francesca Inaudi, Monica Guerritore, Carolina Crescentini, Claudio Santamaria, Violante Placido e Stefano Muroni, perché hanno creduto fortemente nei valori della cultura e
della storia.
Lavori ancora una volta con tuo fratello Stefano. Che rapporto c’è sul set?
Mio fratello, oltre ad essere il protagonista in diversi episodi, ha collaborato anche come produttore con la sua casa di produzione Controluce Produzione. E’ un’anima del progetto a tutti gli effetti, senza di lui molte cose non le avrei fatte. Sul set si respira aria di casa.

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