Italian Spirit: Portare al’estero la musica italiana

Italian Spirit: Portare al’estero la musica italiana

Italian Spirit è un progetto nato dall’idea di Vezzozo e Collina regalando nuova vita ai classici italiani
Come è nato questo progetto?
“Italian Spirit” nasce principalmente dalla stima artistica reciproca e da una forte amicizia con
Alessandro. Quando questi due fattori sono riuniti i progetti nascono in modo naturale e “Italian
Spirit” ne è la conferma. Volevamo portare all’estero, e soprattutto in Oriente, la melodia
contemporanea italiana, che non ha niente a che invidiare ai grandi classici. Da qui è nata la folle
idea di proporre “Sally” di Vasco Rossi in Cina.

Quali sono i brani scelti?
Sono tutti grandi classici dei cantautori contemporanei: da “Balla balla ballerino” (con quel ritmo
del treno che rappresenta bene il testo dell’originale), a “Sotto il segno dei pesci” (una hit di
Antonello Venditti!), “Pensiero Stupendo”, incredibile brano di Ivano Fossati registrato buono alla
prima dalla bravissima Patty Pravo, via via per arrivare ai più recenti Samuele Bersani e
Tiromancino che non hanno nulla da invidiare ai loro predecessori…
Come mai proprio questi?
Il processo di scelta è stato piuttosto lungo e laborioso in quanto i brani inizialmente presi in
considerazione erano davvero tanti. La cosa che cercavamo erano delle melodie che si potessero
adattare al nostro modo di suonare. Ne abbiamo provate e riprovate molte, fino ad arrivare alla
scelta definitiva. Quindi successivamente abbiamo pensato ai minimi dettagli di ogni
arrangiamento: alle scelte armoniche, a ritmi coinvolgenti, a far emergere la bellezza di ogni
passaggio del brano in questione.
Una nuova chiave per rivisitare i classici?
Come detto prima ci siamo concentrati inizialmente sulla scelta di melodie che potessero adattarsi al
nostro modo di suonare. Il passo sucessivo é stato quello di rimaneggiare armonicamente e
ritmicamente i brani aggiungendo delle nuove sezioni armoniche, e cercare soprattutto di
caretterizzare ogni brano con degli elementi diversi tratti dalle nostre esperienze artistiche e di
viaggi. Questo é il nostro personale modus operandi che ha creato un nuovo filone artistico, con
obbiettivo principale quello di rendere accessibile al grande pubblico la musica strumentale.
Un jazz un po’ nuovo o uno sguardo alla tradizione?
Il nostro modo di suonare é pieno di contaminazioni di musica jazz, pop, etnica e classica. Credo sia
dovuto al fatto che entrambi abbiamo avuto una doppia formazione – sia classica che jazz, ma
soprattutto perchè ascoltiamo molta musica di generi diversi, basta che sia fatta bene. Siamo inoltre
conviti che per innovare bisogna ispirarsi dalla tradizione e all’attualità. Quindi, per rispondere
brevemente alla tua domanda, direi che é un jazz nuovo con connotazioni tradizionali.
silvestra sorbera

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