I Virtual time e la loro musica di Ricordi | Gocce di spettacolo

I Virtual time e la loro musica di Ricordi

I Virtual Time, una band che mescola nella canzoni rock, folk e tanti ricordi ma soprattutto la passione di fare musica insieme.

Classic, hard e folk. Come fanno a convivere?

Sono tre generi che ascoltiamo tutti e 4 e ci piacciono alcune influenze nella nostra composizione sono inevitabili! Sono però comunque 3 generi che a volte hanno molto in comune e in alcune canzoni addirittura vengono mescolati. Se si vanno ad ascoltare gruppi anni 60-70 queste 3 anime sono abbastanza distinguibili se si pensa ad esempio a Boston o Led Zeppelin. C’è un filo comune che li lega, è per questo che a noi risulta abbastanza semplice passare da un genere all’altro o prendere elementi di uno e dell’altro e mischiarli insieme.

A quale genere siete più legati?

E’ sicuramente l’Hard Rock il filo conduttore delle nostre composizioni, l’anima del gruppo. E questo è evidente se si ascolta il nostro precedente singolo, Getting Twisted ma anche nel nostro album in cui la maggior parte dei pezzi sono in chiave Hard Rock!

Siete una band. In che proporzione le vostre personalità si distribuiscono sui testi?

I testi sono stati scritti principalmente da Filippo il cantante e un paio dal nostro chitarrista Luca Gazzola anche se comunque trattano temi comuni a tutti e 4 noi!

Maschere e ricordi: A quale tema siete più legati?

Sicuramente ricordi! Maschere era un po’ il concept di Getting Twisted quindi questa pura apparenza che si mette in piedi nel momento in cui relazioniamo noi stessi con le altre persone che siano amici, colleghi, famiglia… senza mai riuscire a comportarci come vogliamo, essere noi stessi. Nel nostro album ora abbiamo un po’ approfondito il tema dei ricordi sotto svariati punti di vista: il tempo che passa e che li rende sempre più labili e indefiniti come in Blow Away e in Remember brano nel quale l’ideale protagonista del testo deve ricordarsi veramente chi è e quindi togliersi le maschere che indossa. Anche l’album Long Distance in sé è legato ai ricordi in quanto il titolo sta a significare la strada che noi quattro abbiamo percorso insieme per comporlo e registrarlo, una strada fatta quindi di momenti importanti, emozioni e appunto ricordi.

Le vostre canzoni parlano anche della necessità di chiedere aiuto. In un mondo sempre più egoista come si fa?

Sì, diciamo che l’aiuto delle altre persone è molto importante. Viviamo in una società sì a volte egoista ma anche che ci permette di avere un sacco di relazioni, incontri… di confrontarci, di viaggiare insomma difficile fare di tutta l’erba un fascio! Il fatto è che la forza per superare i nostri problemi e le nostre difficoltà la dobbiamo cercare sempre dentro noi stessi, non possiamo pensare che le altre persone risolvano anche i nostri problemi oltre che i propri! Però gli altri ci possono aiutare, ci possono far tirar fuori quell’energia che non pensavamo di avere. Insomma per noi è un po’ questo il discorso.

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