I Secondamarea e gli elementi naturali come inno alla vita | Gocce di spettacolo

I Secondamarea e gli elementi naturali come inno alla vita

I Secondamarea sono una band nuova e originale che, con la musica, racconta pezzi di vita e temi cari all’uomo.
Il duo ha iniziato un agritour per far ascoltare le proprie canzoni all’interno di atmosfere quasi magiche.
Quando avete deciso di formare un duo?
È accaduto circa 15 anni fa, da un incontro speciale, in un luogo speciale (l’Isola del Giglio). Una splendida
voce (Ilaria) e un abile songwriter (Andrea) decidono di vivere insieme e di scrivere canzoni insieme. E si
battezzano SECONDAMAREA.
Trattate temi particolari. Perché questa scelta?
Perché ci viene naturale. E poi crediamo che sia ruolo dell’artista parlare, cantare, raccontare il mondo in
modo critico. Oggi più che mai abbiamo bisogno di voci che sappiano vedere più in là. E che, distraendoci e
intrattenendoci, riescano a comunicare messaggi, a veicolare idee.

Quale elemento vi rappresenta di più?
I quattro elementi in qualche modo ci rappresentano tutti, ognuno in modo differente, tanto che siamo
venuti a vivere in un luogo – l’isola – che ne è una concentrazione. Però, dovendo rispondere, ci viene da dire
l’acqua perché scorre libera, e l’aria perché porta lontano.
Il vostro è una sorta di “Inno alla natura” che oggi viene sempre più sfruttata. Cosa si può fare per
cambiare?
Oltre che sfruttata (male), anche maltrattata ma, soprattutto, ignorata. Ed è la cosa peggiore. Abbiamo un
grande legame col cosmo, un cordone ombelicale indissolubile, ed è la Natura.
Ognuno può fare qualcosa, piccoli gesti quotidiani per capire che il mondo dove viviamo è a termine, così
come le sue risorse. Le nostre canzoni vorrebbero sensibilizzare a tutto ciò, divertendo. Perché c’è grande
gioia nella Natura, non solo possibilità di sfruttamento.
Anche il cibo è un elemento del vostro album. Di cosa trattate?
“Noi siamo quello che mangiamo”, diceva Ludwig Feuerbach, ed è una grande verità. Riflettere su ciò che
mangiamo è riflettere se noi stessi, sulla nostra salute, sul nostro benessere e sul nostro legame con gli
elementi. Il cibo non è solo una questione di sopravvivenza.
Tutte cose molto vicine all’uomo?
Assolutamente sì. Infatti “SLOW”, che riteniamo un grande inno alla Natura, è di conseguenza anche un
grande inno all’uomo e alle sue possibilità di vivere in armonia col mondo.
Progetti estivi?
Siamo felici di aver dato vita all’AGRITOUR, un concetto innovativo per riportare la musica alla terra,
trasformando spazi non propriamente “da concerto”, in luoghi musicali. Un programma di date consecutive
in Agriturismi, Cascine, Fattorie in cui far ascoltare il nuovo disco “SLOW” in veste totalmente acustica,
puntando sull’essenzialità e sulla convivialità. Un progetto di musica a Chilometro Zero per un percorso
sensoriale tout court, dove le note sono molteplici: sonore, olfattive, gustative, visive.

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