“Hanno tutti ragione” a teatro | Gocce di spettacolo

“Hanno tutti ragione” a teatro

Dopo il travolgente successo teatrale del primo capitolo, Iaia Forte prosegue il felice incontro con la scrittura del Premio Oscar Paolo Sorrentino, autore del best seller Hanno tutti ragione.

Tra fiumi di champagne, delusioni amorose, battute fulminanti e riflessioni malinconiche, l’ironia e la complessità di Tony Pagoda si delineano con ulteriori sfaccettature, regalandoci “perle di saggezza” e una disperata, calda vitalità.

L’incontro con Tony P. e con la scrittura di Sorrentino è stato così felice e naturale, nonostante l’innaturalezza della mia incarnazione in questo maschiaccio napoletano, che ho deciso di ritornarci. Nel primo spettacolo, Hanno tutti ragione, Pagoda è a New York, e canta al Radio city Music hall davanti a Sinatra. In questo secondo lavoro lo ritroviamo ad Ascoli Piceno in un concerto di capodanno in cui, insieme ai suoi cavalli di battaglia canta standard americani, in una sorta di autocelebrazione del recente successo americano.

Passata la mezzanotte, Pagoda si ritrova in un sordido ristorante con la sua corista a impartire lezioni sulla seduzione – compito che si fa più articolato quando “non si è belli” – e, dopo una serie di avventure al limite del surreale, finirà per decidere di abbandonare la carriera di cantante e di reinventarsi una vita in Sudamerica. IAIA FORTE

Mi rivolgo a voi, a quelli che, come me, bellissimi non lo sono mai stati. Quelli, insomma, che non è che una passa e vi muore dietro, magari non vi nota neanche e allora, è palese, resta una sola e unica arma nel vostro bagaglio, ma un’arma che può essere possente e smisurata e può smuovere le montagne: la parola. TONY PAGODA

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