Guanciale: “Ai produttori cinematografici e televisivi chiedo solo questo: guardate con più coraggio agli attori sconosciuti” | Gocce di spettacolo

Guanciale: “Ai produttori cinematografici e televisivi chiedo solo questo: guardate con più coraggio agli attori sconosciuti”

Lino Guanciale, impegnatissimo in televisione, si divide tra la divisa nella fiction “Il Sistema”, la toga in “Non dirlo al mio capo” e in autunno il camice del dottor Claudio Confroti per la serie “L’Allieva”. Ecco come descrive se stesso e i suoi personaggi.

Lino da finanziere ne “Il Sistema” ad avvocato in “Non dirlo al mio capo”. Sarai nelle case degli italiani tutti i giorni. Una bella soddisfazione?

Una grandissima soddisfazione! Non faccio televisione da molti anni, ed essere riuscito ad avere così tanto spazio in relativamente poco tempo mi stupisce e gratifica molto… mi ritengo davvero fortunato.

Che tipo è Michele ne “Il Sistema”?

Michele è il compagno di classe dell’ultimo banco capace di farti ridere in ogni occasione: è una boccata d’aria fresca, miscelata alla lealtà e alla straordinaria capacità di buttarsi con coraggio e incoscienza folle nelle imprese difficili e importanti… si capisce che sono molto affezionato a questo personaggio?

E il tuo avvocato avrà un flirt con la bella Lisa interpretata da Vanessa Incontrada?

Beh sì… devo dire che non posso lamentarmi di come mi sia andata anche stavolta! Nella mia esperienza televisiva mi è capitato sempre di recitare con attrici in gamba e bellissime, e Vanessa è davvero una persona dolcissima

In autunno invece metterai il camice del dottor Conforti per L’Allieva? Il tuo Claudio sarà fedele al testo della Gazzola?

Moltissimo! Adorabilmente insopportabile e gigione quanto quello immaginato da Alessia! Non lo dico presuntuosamente… è che con Alessandra Mastronardi ci siamo divertiti da morire su quel set, e i personaggi, immaginati da Alessia con straordinaria meticolosità, sono stati completamente “riempiti” dal nostro coinvolgimento.

Non solo televisione. Ci parli di “Carissimi padri?

Carissimi padri” è sia il nome del gruppo teatrale di cui faccio parte da tanti anni, sia il titolo dell’ultimo progetto di questo gruppo, un progetto su Belle Epoque e Grande guerra. Noi non facciamo solo spettacoli: prima del debutto lavoriamo per un anno intero nella città sede del progetto (ora siamo attivi a Firenze), istituendo laboratori, realizzando piccoli e grandi eventi e spettacoli “preparatori”, in vista di quello vero e proprio, che arriva come cappello finale di un complesso percorso di formazione fatto assieme agli spettatori. L’obiettivo è fornire ai cittadini la possibilità di diventare spettatori competenti e consapevoli, in modo che possano criticarci anche meglio… Credo che lavorare con questo forte piglio didattico sia il solo modo affidabile per riportare il teatro al centro dell’interesse pubblico.

Ritornerai nuovamente sul piccolo schermo insieme ad Elena Sofia Ricci per la quarta stagione di “Che Dio ci aiuti”. Quali sono i prossimi sviluppi?

Io non ci sarò molto, per mia scelta, ma mica sparisco! Nel primo episodio gli spettatori affezionati avranno un bel regalo da parte nostra… Poi nel corso della serie al personaggio di Azzurra succederanno tante cose sorprendenti, e vedrete che Guido Corsi non la trascurerà nemmeno stavolta…

Tantissimi progetti, in ballo, c’è chi ti chiama ‘l’uomo d’oro della Rai’ ti senti rappresentato da questa espressione o semplicemente lo studio alla fine paga?

Studio e lavoro pagano, questa è la mia storia. Non succede sempre, però, per quello benedico la mia buona stella… tanti miei colleghi ed amici fanno un’ingiustificata fatica a lavorare, pur essendo dotati di grande talento. Ai produttori cinematografici e televisivi chiedo solo questo: guardate con più coraggio agli attori sconosciuti, si possono trovare diamanti preziosi da quelle parti.

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