Francesca Vitale tra tribunali e teatro | Gocce di spettacolo

Francesca Vitale tra tribunali e teatro

 Francesca Vitale, adesso a teatro con Virginedda Addurata di Giuseppina Torregrossa ci racconta dello spettacolo ma anche delle donne.

Francesca dai tribunali al palcoscenico. Come mai?

In realtà non c’è mai stato un passaggio dall’uno all’altro. Le due realtà coesistono da sempre in modo naturale. Sin dalla mia formazione.

 

Lo spettacolo “virginedda adurata” racchiude un tema complesso. Cosa ci puoi dire?

Il tema del femminicidio è certamente complesso ma le tematiche di “Virginedda Addurata” sono diverse. Di certo è molto importante l’uso improprio della religione, che santa Rosalia, piccata, non si astiene dal criticare, ed anche il rapporto simbiotico tra bene e male, aspetto che si cela tra le pieghe occulte e meno comprensibili della violenza dell’uomo sull’uomo.  

 

 

Sante ma prima di tutto donne. La tradizione cosa racconta?

Santa Rosalia fu un’eremita, trascorse la sua vita all’interno di due grotte, l’ultima sul Monte Pellegrino di Palermo. Questa è la sua storia. La Rosalia di Giuseppina Torregrossa (autrice del testo)  le donne di oggi proprio non le capisce. Non capisce perché parlino così tanto, perché le chiedano cose assurde come la vincita di una lotteria o addirittura i soldi per rifarsi le tette. E non capisce neppure perché queste donne che soffrono a causa di un uomo violento vadano a chiederle chi vendetta chi giustizia anziché cercare le soluzioni, terrene, del “buon senso”.

 

Altri spettacoli previsti?

“La cosa brutta” di Tobia Rossi a maggio. E poi continuerò a far girare “Parole Mute – Una testimonianza sull’Alzheimer”, cui sono molto legata perché è stato il mio primo testo.

 

 

 

 

 

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