“Favola di plastica” è il nuovo singolo della band calabrese Cose Difficili | Gocce di spettacolo

“Favola di plastica” è il nuovo singolo della band calabrese Cose Difficili

“Favola di plastica” (La Lumaca Dischi) è il nuovo singolo estratto dall’Ep omonimo della band calabrese Cose Difficili, in radio e in digital download a partire da venerdì 1 febbraio.

 Il brano è scritto e composto da Mattia Tenuta: “Favola di plastica è scritta ad un fiato solo, nessun calcolo e nessuna riflessione a priori – racconta la band -. È un brano che parla delle illusioni che ci servono per andare avanti, per vivere una vita spesso, falsamente soddisfacente. Tratta inoltre, il tema della mancanza di riferimenti netti, quelli che servono per capire cosa, quando e come fare le cose; un amico, un luogo di appartenenza, un genitore che purtroppo non c’è più e di cui proprio ora avresti grande bisogno. Musicalmente l’ambiente è quello del soul con un beat moderno, legato al mondo delle attuali produzioni elettroniche.”

 

“Favola di plastica” è stato arrangiato da Cose Difficili, registrato e mixato al Kaya Studio da Francesco Malizia. Mastering al Eleven Master Studios da Andrea “Bernie” De Bernardi. Al brano hanno partecipato Mattia Tenuta (voce e synth); Giuseppe “Dj Kerò” Rimini (programming e sinth), Mario D’Ambrosio (basso elettrico), Roberto Risorto (piano) e Alessandra Chiarello (cori).

L’Ep, che uscirà nel 2019 ed è prodotto da Lumaca Dischi, prende il nome della band, Cose Difficili, nata nel 2017 dall’incontro del cantautore Mattia Tenuta e del Dj/Producer, Giuseppe Rimini aka Dj Kerò, a cui si aggiunge il funk del bassista Mario D’Ambrosio. Il nome è un tributo ai Casino Royale (e al loro celebre brano), mentre le anime cha abitano questo lavoro sono molteplici, da Luther Vandross e Curtis Mayfield in relazione al brano Se Fossi Tu, alla veste più marcatamente hip hop nel brano Tutto Semplice. Con Favola Di Plastica si passa a riferimenti nusoul, ma anche italiani, come Ainè e Serena Brancale. Nel brano Ora Che Sono Qui la fa da padrona l’elettronica mista a un beat incalzante. È tempo invece ha origini in quello che è stato l’underground torinese e milanese degli anni ’90, da Subsonica a Casino Royale.

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