Prosegue la mostra “Pride by your side”

Una mostra online per raccontare l’amore LGBT+, sia fisico che spirituale, attraverso l’arte: prosegue sino al 20 settembre la collettiva “Pride by your side”, all’interno di Artspace, spazio che la galleria online FMB Art Gallery di Francesco Maria Boni (www.fmbartgallery.com) dedica agli eventi speciali. L’esposizione, partita il 20 giugno con diciannove artisti e più di cento opere, è cresciuta ulteriormente: sono trenta gli artisti ora in mostra, italiani e con “incursioni importanti” da Spagna, Israele, Russia, Giappone e Inghilterra. Circa duecentodieci, invece, le opere presenti, tra fotografia e pittura, street art e illustrazione. I ricavati della galleria saranno devoluti a due associazioni LGBT italiane: Casa Famiglia Refuge LGBT e Plus – Persone LGBT+ sieropositive.
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“Mare Nostrum”: mostra e performance di Gio Montez

Il titolo “Mare Nostrum” esprime l’attualità e la complessità di un territorio in trasformazione con una storia antica quanto il mondo. Meta ambita di migranti e vacanzieri, è oggi più che mai protagonista di emergenze umanitarie, naufragi, epidemie, stragi; il Mar Mediterraneo è la culla della civiltà europea e il luogo in cui il mito si rinnova sempre. La forma di “Nave”composta da Gio Montez per l’occasione è un omaggio alla città di Trapani, alla sua gente e alla sua storia. La mostra, con il patrocinio del Comune di Trapani, si potrà ammirare dal 25 luglio sino al 15 settembre 2020, presso il cortile del Palazzo della Vicaria in Via S. Francesco D’Assisi, 45, durante gli orari di apertura del museo. Leggi tutto

Musei Capitolini, “Il tempo di Caravaggio”: l’architetto delle luci Francesco Murano racconta l’allestimento ai tempi del Covid

Prosegue, nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli- Musei Capitolini, la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”. L’architetto delle luci dell’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è Francesco Murano, tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte, autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. A Roma aveva precedentemente curato anche le luci della mostra Canova. Eterna bellezza a Palazzo Braschi e Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte.
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“The Moon Tribe”, personale di Giuseppe Piccione tra cubismo sintetico e pop art

Dal 27 giugno al 31 luglio l’Arte contemporanea torna protagonista al lounge bar MOON – Move Ortigia Out of Normality, in via Roma 112, con la personale “The Moon Tribe” di Giuseppe Piccione.

Artista visivo, versatile e completo, Piccione (Siracusa, 1967) comunica con installazioni, pittura, video arte, fotografia e tecniche digitali, sfuggendo a ogni classificazione di genere o di corrente. Il percorso espositivo comprende 12 opere e un’installazione a parete. Le opere sono state realizzate con tecniche miste su supporti riciclati (cartoncini, tele, ecc.). Leggi tutto

LE MANI: Fino al 13 marzo la mostra romana

“Ogni cosa cambia, ma nella trasformazione è insito ciò che non è più; o forse è altrettanto vero in contrario, è la parte immutabile dell’identità che permette il cambiamento e ne è talmente il motore da conservarsi nonostante il divenire qualcos’altro. Questa archeologia dell’identità mi sembra essere il nucleo costante che accomuna tutte le ricerche di Paolo Martellotti: l’identità dell’oggetto antico del quale è necessario ricostruire la forma originaria (non già ritrovare, ma ricostruire, ossia dotare l’elemento di nuove forme e di nuova materia, stratificazione storica all’ontologia originaria); l’identità di uno spazio al quale si aggiunge una funzione (o la si trasforma); l’identità di un albero che diventa suggestione pur conservando qualcosa del suo aspetto originale.

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Lievemente Grave”, in mostra le opere di Mauro De Luca

In un’epoca come la nostra, in cui la forma sovrasta impetuosamente il contenuto e in cui non ci sono né ieri né domani, ma solo un eterno presente, spesso senza obiettivi, c’è ancora tempo (e spazio) per credere negli angeli? Sembrerebbe questo il quesito da cui è partito l’illustratore, pittore e scenografo romano Mauro De Luca, che immagina una nuova versione di creature alate, più social, più tecnologiche ma, al contempo, anche più deboli. Tra sguardi indagatori e animali intesi come, a loro volta, spiriti guida, tra smartphone e sconfitte eteree, i soggetti dell’artista romano rappresentano, talvolta anche in chiave ironica, la disfatta della speranza e la tangibilità dell’anima stessa.
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