Lory Muratti ci racconta il suo romanzo

Lory, un romanzo molto autobiografico?
Lo definirei un romanzo di autofiction, ovvero un storia dove il protagonista è l’autore stesso e dove
elementi della vita reale di chi scrive si mescolano alla pura fiction in un gioco di sovrapposizioni e ripetuti
scambi tra realtà e immaginazione, verità e menzogna. È questo un approccio che caratterizza tutta la mia
produzione artistica, in particolar modo quella letteraria, ma anche quella musicale dove fanno la loro
comparsa personaggi e luoghi del libro, tutti elementi provenienti dalla mia reale esperienza di vita. Lo
stesso accade nella mia produzione visiva che ha la caratteristica di connaturarsi maggiormente agli aspetti
psicologici che soggiacciono al mio scrivere e produrre musica. Vita e menzogna si muovono assieme nel
percorso artistico a cui ho dato forma e mi piace pensare che il rapporto tra queste due parti sia essa stessa
l’opera.

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Psiker e il nuovo album

Psiker ci racconti del tuo nuovo brano?
Il mio ultimo singolo, “Urgente”, ironizza su un tema importante ovvero il fatto che oggi tutto è
definito “urgente”, anche se non lo è affatto. Basta cambiare la prospettiva per vedere le cose
secondo un differente livello di priorità. Ho preso a riferimento una tipica giornata di un impiegato
qualsiasi, sommerso da richieste dei colleghi, dei clienti, dei fornitori, presentate come urgenti,
spesso solo per assicurarsi che questa sia evasa prima delle altre. Peccato che oggi tutto è urgente
e quindi tutto perde senso. Succede anche a me di riscontrare che apparentemente tutto sembri
urgente, ma quasi mai lo è. Sono in tanti che, una volta tornati a casa, riescono a dare un valore
diverso agli episodi che si sono succeduti durante la giornata. Lì, tra le mura sicure, cerchi di
allontanarti dai pensieri e dalle ansie quotidiane. Io lo faccio per tramite della mia valvola di sfogo,
la musica.
Un live dopo un po’ di tempo. Emozioni?
Emozionato è la parola giusta. Questo non è solo il mio primo concerto in 5 anni. È anche il mio
primo concerto a teatro, il primo concerto dove saranno presenti solo spettatori che vogliono
ascoltare la mia musica (nei club il target è molto differente). È inoltre il primo concerto in cui si
entra con biglietto. Puoi quindi puoi immaginare quanta voglia di fare del mio meglio ci sia. Voglio
divertirmi, far divertire e così farmi il più bel regalo per i miei primi 40 anni e 20 anni di produzioni
musicali. Suoneremo le canzoni del mio ultimo album, “Retrofront” e quelle dei 6 album
precedenti, ma andremo a pescare anche un brano che è presente in uno dei miei primissimi
album, non distribuiti e che oggi compie ben 20 anni.
L’ironia ci salverà?
L’autoironia ci aiuterà!
Per il tuo album hai scelto di avvalerti dell’aiuto di giovani artisti. Come mai?
Beh, forse ora che sono diventato vecchio, tutti sembrano più giovani. Scherzi a parte, sentivo che
era arrivato il momento giusto per confrontarmi con una generazione diversa dalla mia. Volevo
dare alle mie canzoni un sound nuovo, più fresco e devo ammettere che insieme siamo riusciti
nell’intento. Ho selezionato i producer che più mi piacciono, fra quelli della scena urban, trap e
rap. Ho inviato loro i demo che avevo scritto, e poi abbiamo cominciato la co-produzione, spesso a
distanza. Il risultato è un album fedele al mio passato, ma con un tocco in più.
Nuovi progetti?
Considero il live del 28 Ottobre un momento importante, una sorta di confine temporale tra
questo capitolo della mia vita, che io chiamo “Retrofront” e un nuovo capitolo. Ho già bene in
mente quello che vorrei fare, ma vorrei prima prendermi una giusta pausa, perché gli ultimi mesi
sono stati molto intensi. Nel frattempo vorrei viaggiare per trovare nuova ispirazione e scrivere
nuovi brani.

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Giorgia Cozza: “Il coraggio è la forza di accogliere le proprie paure e le proprie fragilità per arrivare pian piano a superarle”

La giornalista e scrittrice Giorgia Cozza, a breve in libreria con il nuovo libro Le sette storie del coraggio edito Fabbri editore, ci parla dei suo nuovo lavoro letterario e dei suoi progetti.
Giorgia ci parli del tuo nuovo libro?
Le sette storie del coraggio (Fabbri editore) è un volume illustrato per bambini dai 3-4 anni circa dedicato alle paure più comuni nell’infanzia. Ogni fiaba racconta una paura diversa, il timore dei buio e dei mostri, ma anche la paura di non essere capace, la fatica di conoscere persone nuove, la diffidenza verso chi è diverso…
La fiaba è da sempre uno strumento prezioso per affrontare le paure: attraverso le vicende dei piccoli protagonisti (bambini, ma anche cuccioli, folletti, troll e una draghetta) il bimbo si immedesima, scopre che non è il solo a provare paura e che la paura si può affrontare.
Il libro può essere letto con i più piccoli, magari una fiaba alla volta, ed è adatto anche per bambini più grandicelli che sanno già leggere in autonomia.

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Lutto Perinatale: Supermamma Wendy ci racconta il su percorso

Nella giornata del lutto perinatale intervistiamo Wendy, conosciuta sul web come SupermammaWendy che condivide con noi e con voi la sua storia.

Wendy ci racconti la tua esperienza? 

Questa e’ la nostra storia.

Era settembre 2014 quando feci il mio primo test di gravidanza, piena di attesa, ansia, emozione e dopo aver visto quel positivo…gioia, incredulità, paura e amore esplosero nel mio cuore.

Dopo 9 anni di fidanzamento e un anno di convivenza,stavamo formando la nostra famiglia, il frutto del nostro amore era lì, in quel positivo, nel mio pancino e noi eravamo increduli. Io stavo ancora finendo di studiare per laurearmi per la seconda volta, avevo da fare esami, tesi di laurea, finire il tirocinio ma non mi importava, stavamo vivendo il viaggio più bello della nostra vita.

La gravidanza inizio con i soliti malesseri: nausee, cali di pressione ma nulla di più.

I mesi passavano, il pancino cresceva e intorno al quinto mese scoprimmo di aspettare una femmina, la nostra Emily.

Nel frattempo, i medici ci dissero che era un po’ più piccola della norma ma nulla di grave, mi avrebbero monitorato più spesso per controllare la crescita e così fu.

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Roberto Fabbri suona Battisti

Roberto Fabbri presenta Lucio Battisti 14 successi per chiatarra

Roberto quali sono i brani di Battisti che hai scelto?

I brani da me scelti per questo lavoro sono: 1) Amarsi un po’ 2) Dieci ragazze 3) E penso a te 4) Emozioni 5) Fiori rosa, fiori di pesco 6) I giardini di Marzo 7) il mio canto libero 8) Il tempo di morire 9) Io vorrei…Non vorrei…Ma se vuoi 10) La canzone del sole 11) Mi ritorni in mente 12) Non  è Francesca 13) Pensieri e parole 14) Un avventura

Come mai la scelta è caduta proprio su questi?

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Massimo Pellegrini racconta il progetto Autori Associati

Massimo Pellegrini uno dei fondatori e musicista del collettivo Autori Associati, racconta il progetto musicale.

Ci racconti di questo progetto?

Il Collettivo musicale Autori Associati è nato da una costola di un gruppo facebook che ha riunito musicisti e autori, provenienti da diverse esperienze musicali, alcune anche importanti. La finalità è quella di restituire dignità alla musica pubblicando lavori di qualità che siano espressione di stili musicali diversi per arricchire il nostro repertorio.

Il nuovo singolo di cosa parla?

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