Interviste | Gocce di spettacolo

Category Archives: Interviste

Sandro Giacobbe racconta i suoi progetti

sandro Giacobbe ci racconta il suo nuovo singolo “Solo un bacio”.

Untesto potente e pieno di amore per il prossimo.

Sandro il tuo singolo “Solo un bacio” è a favore dei bambini che hanno perso i genitori ad agosto quando è caduto il Ponte Morandi. Una scelta di cuore. Da dove è nato questo bisogno?

Marian Trapassi e le sue passioni

Prima intervista dell’anno insieme a Marian Trapassi che ci racconta del suo nuovo album, delle sue passioni e del suo modo di vivere “nel mondo”.
Marian, ti definisci “cittadina del mondo per scelta”. Cosa vuol dire?
Questa definizione in realtà mi è stata data un po’ di tempo fa, in passato sono stata un po’ vagabonda e girovaga, ho vissuto anche all’estero assecondando la mia indole irrequieta e curiosa che mi ha portato a cambiare spesso tutto quanto. Da un po’ di anni sono invece fissa a Milano e sto imparando anche ad assaporare il fatto di aver messo radici e di costruire le cose nel tempo.
Della Sicilia cosa ti porti dentro?
Sicuramente una visione da isolana, uno sguardo all’esterno, la voglia di vedere oltre cosa c’è. L’amore per il mare, e il cielo azzurro, i colori della mia terra.
Mi porto dentro anche tanto dolore e senso di impotenza nel non poter cambiare quello che non va. La storia della Sicilia è complessa e tortuosa ti fa vivere un continuo senso di amore e odio, vivere in questa contraddizione fa parte di noi siciliani.
Il tuo brano guarda al futuro. Come te lo immagini?
Nel brano” Futuro” ho ipotizzato un futuro più o meno come quello che immaginavano Lennon e Dalla, ecco perché li ho citati nel testo, è un brano che parla di speranza di amore, e di riconoscenza per la musica. Le canzoni sono luoghi surreali dove andare, quindi mi piace pensare che ognuno può prendere quello che vuole.
Dove ti vedi tra dieci anni?
Bella domanda !!
Sinceramente non lo so, chissà se avrò di nuovo cambiato città. E fatto un altro trasloco!!
Dovunque io sia, spero che ci sia sempre tanta musica intorno a me e di stare il più possibile su un palco a condividere quello che mi piace fare, scrivere canzoni.

Jack degli The Starlighters: ” In noi ha influito il potere di socializzazione siciliana”

Per il numero di chiusura di questo 2018 parliamo un po’ con Jack degli The Starlighters
Jack & The Starlighters, iniziamo dla nome. Perchè lo avete scelto?
«Ispirandoci a uno dei film preferiti della band: “Ritorno al futuro”. La band del ballo
di fine anno si chiamava Marvin Barrye and the starlighters».
Siete palermitani. Quanto la Sicilia ha influito sul vostro genere musicale?
«Più che la sicilianità, ha influito il potere di socializzazione siciliana che abbiamo.
Per esempio, prendiamo un personaggio come John Travolta o Bon Jovi o Steven
Tyler. Loro sono di origine siciliana. E la loro sicilianità viene espressa in modo
significativa in tutte le forme di palco del mondo. Anche se cambia la lingua».

Le spose bambine di Adolfo Durante

In questa domenica pre natalizia ci tiene compagnia Adolfo Durante con una bella intervista dove affrontiamo un tema molto importante, le spose bambine.

Argomento che Durante ha raccontato nelle sue canzoni

Adolfo il tuo è un testo impegnato?

Intanto mi preme sottolineare che il testo non è mio ma è stato scritto da Alessandro Hellmann, autore di tutte le mie ultime realizzazioni. È un testo che affronta in modo apparentemente semplice una piaga della nostra società, di fronte alla quale assistiamo impotenti senza riuscire ad affrontarla con determinazione. Nel brano musicalmente coesistono l’elemento infantile e l’incombere del dramma. È, infatti, un brano scritto come una filastrocca, per mettere in risalto l’innocenza delle vittime. Se all’inizio sono io a fare da tramite al racconto sonoro, la svolta è nel finale con un coro di bambine che danno voce alle protagoniste della canzone e che spingono a sofferenti e drammatiche considerazioni in chi ascolta.

Veronica Pompeo tra musica e teatro

Veronica Pompeo, talentuosa autrice, ci racconta del suo nuovo lavoro tra musica e teatro insieme a testi importanti dela leteratura.
Veronica ci parli del tuo nuovo progetto?
Buon pomeriggio amici di gocce di Spettacolo… Parlare del mio progetto…è come aprire una scatola magica, o guardare in un pozzo di cui non si vede il fondo, o immergersi in un mondo parallelo, quello che ci parla di vite nascoste ma che ci sussurrano nel
profondo. No, no, nulla che abbia a che fare con l’aldilà, per quanto abbiano affiancato il mio lavoro anche ad ambientazioni di quel genere per il carattere forse cupo in alcuni momenti, o per la “stranezza” dell’uso che faccio della voce! Mi riferisco in realtà al mondo onirico e del profondo sentire, quello che chiudendo gli occhi, ognuno di noi, in silenzio può percepire. Ed è stato anche questo l’approccio che ho avuto nella
creazione ed incisione di questo lavoro. Credo infatti che l’elemento compositivo strettamente inteso abbia lasciato spazio alla “creazione emozionale”, seguendo, nell’atto della scrittura e realizzazione in studio, ogni singola intuizione scaturita dall’ambiente sonoro, letterario, e strettamente mio, rendendo l’opera, in aggiunta, una sorta di traslucido diario personale.

Roberto Biselli a teatro con una storia drammatica

Roberto Biselli, direttore artistico di Todi Off, ha messo in scena uno spettacolo teatrale drammatico quanto vero. Racconta la storia di una giovane ragazza che dopo la violenza subita si uccide.

Lo spettacolo ritornerà a Perugia a marzo.

Ecco cosa ci racconta il regista.

Biselli mette in scena uno spettacolo che racconta una violenza su una ragazzina. Come si è relazionato con il ruolo di padre?

Lo spettacolo nasce da un’esigenza fortemente autobiografica, io sono il padre di una ragazza di dodici anni, che è circa l’età della protagonista della storia. Dunque le mie paure si sono immediatamente sovrapposte ai sentimenti del padre di Carmela. La paura di non riuscire a proteggere la propria figlia dal male, di non riuscire a fornirle gli strumenti necessari per proteggersi da sola. Impersonare questo personaggio è stato intenso e doloroso, ma la recitazione vuole andare oltre il puro elemento realistico. Sono partito dalla storia, dalla cronaca di una tragedia, ma cerco di parlare al pubblico attraverso un’operazione poetica.
 Sul palcoscenico Carmela, la protagonista, non c’è. Si è già uccisa. Una storia quasi di tutti i giorni. Come viene evocata?

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