Marco Ligabue: Un libro, un figlio e tanti progetti

Cantante, showman, ironico e da oggi anche scrittore.

Parliamo di Marco Ligabue e del suo esordio letterario con “Salutami tuo fratello”.

Marco ci siamo sentiti quando, a 49 anni, pensavi ai 50 e alla mega festa da fare. Ma è arrivato il covid…

Non ho mai festeggiato molto i compleanni ma a questo traguardo ci tenevo tanto ma il Covid ha messo mano ai miei progetti e a quelli di tutti noi. Pazienza.

Tra poco gli anni saranno 51 e arriva un libro e un  figlio. Come ti senti?

Benissimo è un momento felice della mia vita. A settembre arriverà un bambino o una bambina e io sarò di nuovo padre (dopo Viola ndr). La cosa mi entusiasma molto. Non vedo l’ora che arrivi quel momento. L’unica cosa che mi manca adesso è non poter fare i miei amati concerti.

Maschio o femmina?

Lo scopriremo alla nascita.

La storia di ripete. Tra te e Luciano ci sono dieci anni di differnza e tra la tua prima figlia e il secondo genito?

Ci saranno 14 anni. Viola è molto contenta di avere un fratello. Era un suo grande desiderio e devo dire che io impazzisco di gioia, questa è una delle cose della vita che non puoi certo programmare e per me è andata così. E va benissimo.

Il libro è nato quasi per caso. Come ti sei trovato nei panni di scrittore?

E’ nato tutto per caso. La chiusura per la pandemia mi ha portato, su suggerimento di un giornalista, a raccogliere le idee e a matterle su carta. Quando ho finito ho invitato Luciano a cena e gli ho raccontato questa novità. Lui ha letto subito il libro e si è complimentato con me. Io ero già felice così.

Nel libro si parla molto della famiglia. Tua madre è una sorta di idolo.

Mamma Rina è molto contenta, lei impazza sul web, la odorano tutti.

Presente anche tuo padre Giovanni, mancato troppo presto.

Mio padre mi, anzi ci, ha insegnato tante cose. La forza di volontà, la voglia di farcela e di lottare. Quando si è ammalato è stato un colpo per tutti. Io mi stavo allenando per la maratona di New York e volevo renderlo orgoglioso di me, non tanto per il fatto di vincere ma per il fatto di essere arrivato in fondo. Poi a settembre 2011 l’attentato alle torri gemelle ha scombussolato i piani e così non sono andato in America. Ho ripiegato per una maratona un po’ più casalinga. Ho fatto la bellezza di 42 chilometri, ero distrutto e orgolgioso. Ho portato la mia foto a mio padre e sono certo che è stato felice.

Ci sarà qualcosa che, magari da ragazzo, non hai tollerato dei tuoi genitori?

I miei genitori, come i genitori di una volta, parlavano poco. Si rideva, scherzava, ma non c’era un rapporto così aperto. Quando mia madre mi chiedeva di confidarmi con lei io non riuscivo. Mentalità, timidezza non so. Questo mi ha insegnato ad essere un genitore aperto e adesso mia figlia, che vive in Sardegna, mi racconta tutto perchè sono riusciuto ad instaurare un bellissimo rapporto con lei nonostante la distanza.

Famiglia è anche tuo nipote Lenny, il primo figlio di Luciano, sempre più coinvolto anche nella tua musica?

Anche con lui il sodalizio musicale è nato durante la prima ondata. Non si poteva fare niente e abbiamo provato a mettere giù qualche pezzo insieme. Lui ha sempre studiato  musica. E’ molto rock, una musica particolare per l’Italia, lavoriamo bene insieme.

Un sogno e un rimpanto prima di lasciarci per “salutare tuo fratello”?

Un sogno quello di trasformare il libro in una sorta di web serie o comunque in uno spettacolo televisivo perchè ci sono alcune storie che andrebbero benissimo riviste in chiave visiva. Un rimpianto quello di non aver fatto il liceo, classico o scientifico che sia. Credo che il liceo dia una cultura che altre scuole non danno e io ne resto sempre affascinato.

Italian Spirit: Portare al’estero la musica italiana

Italian Spirit è un progetto nato dall’idea di Vezzozo e Collina regalando nuova vita ai classici italiani
Come è nato questo progetto?
“Italian Spirit” nasce principalmente dalla stima artistica reciproca e da una forte amicizia con
Alessandro. Quando questi due fattori sono riuniti i progetti nascono in modo naturale e “Italian
Spirit” ne è la conferma. Volevamo portare all’estero, e soprattutto in Oriente, la melodia
contemporanea italiana, che non ha niente a che invidiare ai grandi classici. Da qui è nata la folle
idea di proporre “Sally” di Vasco Rossi in Cina.

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Sgrò: “Da adolescenti, si è bravissimi, perché si riesce a stare fuori casa anche dentro la propria stanza”

Sgrò e il suo nuvo brano. Progetti nati duranti la chiusura forzata di marzo e aprile che hanno lasciato maggiore consapevolezza.
Sgrò un nuovo brano. Maledizione, un titolo evocativo?
Un titolo che ha la forma di due mani che tentano di uscire dalla ressa dei pensieri per starsene un po’ da sé,
sul divano, in santa pace.
Cosa ci racconti di questo nuovo lavoro?

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Fre: “Un brano semplice che nasconde una giusta positività”

A pochi giorni dal estival di Sanremo acciamo due chiacchiere  con un cantante che ha cambiato radicalmente la sua vita e ha proposto al pubblico un bravo particolare

Fre ci racconti del tuo singolo?

La definirei una song malinconica che nasconde la positività giusta. E’ un brano semplice, racconta fondamentalmente un po’ quello che abbiamo passato e quello che stiamo passando durante gli ultimi due anni; infatti l’ho scritto prima di questa crisi pandemica. L’ho scritta di getto, senza tante difficoltà; mi capita quando scrivo qualcosa che sento dentro particolarmente. Leggi tutto

Raffaella Caruso: “Racconto il mio amore viscerale verso la mia terra”

Intervista con Raffaella Caruso che ha realizzato un album in dialetto calabrese per omaggiare la sua terra.
Raffaella perché hai deciso di creare un album in dialetto?
Provengo dal mondo della musica popolare…quindi m’ è venuto naturale oltre che piacevole, fare un album in dialetto calabrese … Testimonianza anche del mio amore viscerale verso la mia terra.

Fula: “Mi piace pensare all’oggi, cosciente del passato, con una visione verso il futuro”

Due chiacchiere con Fula che ci presenta il suo nuov album.

 

Fula, ci racconti del tuo progetto?

Io e il mio team, NoOx Management e La Pop (l’etichetta) abbiamo molti progetti.  Quello di essere pionieri per l’Afromusic in Italia, per esempio.  Creare partnership ed endorsement con più realtà-ponti anche extramusicali.
Il mio progetto è la musica e ogni giorno lavoriamo per farla arrivare a tutti!

Cosa significa per te vivere a colori? Leggi tutto