BEYOND FUKUYAMA da oggi marzo al Teatro i | Gocce di spettacolo

BEYOND FUKUYAMA da oggi marzo al Teatro i

Oggi, 26 marzo debutta in prima nazionale, presso il Teatro Filodrammatici di
Milano, Beyond Fukuyama, la nuova produzione di Teatro i. Il testo dell’austriaco
Thomas Köck, in scena per la prima volta in Italia, indaga, con una
forma e un linguaggio particolarmente originali, il rapporto tra umanità, scienza e
tecnologia traendo ironicamente spunto dalle teorie del politologo Francis
Fukuyama e immaginando un mondo del tutto verosimile ma, al contempo,
estremo.
Lo spettacolo si pone all’interno di un originale percorso di ricerca svolto da
Teatro i che, da anni, approfondisce produttivamente la nuova drammaturgia
italiana e straniera. Sarà in scena anche grazie al progetto europeo Fabulamundi.
Playwriting Europe – Beyond Borders?, una rete di cooperazione che sostiene,
promuove e divulga la drammaturgia contemporanea in Europa. I partner di
Fabulamundi sono quindici divisi tra dieci paesi europei. Per l’Italia, Teatro i è
partner insieme a PAV (capofila) e Area06/Short Theatre Festival. Il progetto ha
ricevuto il Premio speciale Ubu 2017.

In Beyond Fukuyama il team della Dottorressa Phetka, direttrice dell’Istituto
della Felicità, sta cercando di individuare quale sia il “punto dell’esistenza
umana”: che cosa realmente possa portare alla felicità, appunto, e ad un futuro,
quantificabile e controllabile.

Infatti, nella realtà descritta da Köck – più simile alla nostra di quanto non riusciamo a credere – la standardizzazione delle abitudini, i gusti, i profili e le attività online vengono raggruppati, salvati, analizzati, organizzati, venduti a decision makers con l’obiettivo di controllare la società eliminando ogni tipo di conflitto sociale. La massa deve essere tenuta a bada: la sua facoltà di scegliere, pensare, agire deve essere ridotta, indirizzata, sorvegliata.

È ovvio quindi che i dati raccolti debbano rimanere segreti. Ma purtroppo così non
sarà.
Con questo espediente drammaturgico, l’autore, passando velocemente
dall’assurdità del pensiero attuale alla sua logica conclusione, con brillanti giochi
di parole e un eccezionale umorismo, si domanda quali utopie della vita ci
possano oggi rimanere per riuscire trovare l’”HAPPY END” della nostra storia.
In scena cinque attori, con la collaborazione del musicista e compositore Gianluca
Misiti, in uno spazio evocato più che rappresentato – dove il Fuori non è altro che
un deserto di senso – si troveranno faccia a faccia con un futuro sempre più
prossimo.
Un futuro che sembra non aver imparato nulla, o ben poco, dal passato.

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